In ripetute occasioni abbiamo interrogato la Giunta su come sarebbe stato definito l’interesse pubblico nella variante al Pgt dell’Ecomostro. Lunghe spiegazioni, ma mai una vera risposta, che a questo punto immaginiamo non ci sia.
In queste settimane, come gruppo consiliare, abbiamo seguito con attenzione la Variante al PGT relativa all’Area Nord, concentrandoci in particolare sulla previsione della nuova palestra e, più in generale, sull’equilibrio tra trasformazione urbanistica e interesse pubblico.
È importante chiarire un punto: le nostre osservazioni non erano contrarie alla riqualificazione dell’Area Nord né alla realizzazione di una nuova struttura sportiva.
Abbiamo invece ritenuto necessario chiedere che una trasformazione di questa rilevanza fosse accompagnata da elementi sufficienti a comprenderne presupposti, effetti e condizioni di interesse pubblico.
Cosa Abbiamo chiesto
Con le nostre osservazioni alla Variante abbiamo posto 18 richieste di approfondimento, riguardanti, tra gli altri aspetti:
- il dimensionamento e le caratteristiche della nuova palestra;
- le ragioni della previsione di una struttura di almeno 2.200 mq, comprensiva di sala fitness e parete per l’arrampicata;
- il rapporto tra gli 11.200 mq di SL previsti per l’intervento e le prestazioni pubbliche a carico dell’operatore;
- la mobilità, l’accessibilità e la sosta;
- la natura e la qualificazione delle opere pubbliche previste;
- i criteri attraverso i quali verificare la qualità e la funzionalità della palestra;
- le modalità di utilizzo pubblico della struttura;
- la tempistica di realizzazione delle opere pubbliche rispetto agli interventi privati;
- la sostenibilità complessiva della previsione nell’ambito del Piano dei Servizi.
La stessa norma urbanistica della Variante stabilisce che la palestra dovrà essere realizzata a cura e spese dell’operatore e successivamente ceduta al Comune, mentre ubicazione e caratteristiche saranno definite nella successiva fase di convenzionamento sulla base di uno specifico progetto.
Cosa ci ha risposto l’Amministazione
Le nostre osservazioni non sono state accolte. Nelle controdeduzioni, l’Amministrazione ha precisato che, a suo avviso, molte delle richieste formulate anticiperebbero contenuti propri della successiva fase attuativa e convenzionale.
In altre parole, secondo l’Amministrazione, la Variante deve fissare gli elementi essenziali della trasformazione e dell’interesse pubblico, mentre progettazione di dettaglio, aspetti esecutivi, economici, gestionali e garanzie dovranno essere definiti successivamente, attraverso il progetto e la convenzione.
Su questo principio abbiamo riconosciuto che esiste una distinzione corretta tra pianificazione urbanistica e fase attuativa. Ma abbiamo anche ritenuto che alcune delle questioni da noi sollevate riguardassero proprio gli elementi essenziali della scelta urbanistica e non soltanto il progetto futuro.
E sulla palestra di 2.200mq?
Abbiamo quindi presentato una specifica interpellanza per chiedere quali fossero gli elementi istruttori alla base di questa previsione.
Nella risposta, l’Amministrazione ha spiegato che la dimensione di 2.200 mq sarebbe collegata alle esigenze funzionali della ginnastica e dell’arrampicata e ai relativi riferimenti regolamentari sportivi.
Ha inoltre evidenziato l’inadeguatezza dell’attuale palestra scolastica rispetto ad alcune di queste attività e la possibilità che una nuova struttura consenta di liberare spazi scolastici e di ampliare l’offerta sportiva.
Per quanto riguarda il Piano dei Servizi, l’Amministrazione ha richiamato la dotazione complessiva di servizi del Comune, indicando 41mq per abitante attuali e circa 50 mq per abitante considerando le previsioni del nuovo PGT, ritenendo quindi non necessario un ulteriore approfondimento collegato alla sostenibilità economica della specifica struttura.
Infine, rispetto all’equilibrio tra capacità edificatoria e prestazioni pubbliche, l’Amministrazione ha riferito che la congruità dell’operazione è stata valutata nell’ambito dell’istruttoria svolta dai diversi soggetti tecnici coinvolti.
Che cosa resta da chiarire
A nostro avviso, il confronto non deve però finire qui. Non abbiamo sostenuto che la Variante dovesse contenere un progetto esecutivo della palestra o un Piano Economico-Finanziario completo.
La domanda è più semplice: quali dati, criteri, valutazioni tecniche e documenti hanno portato a determinare proprio quelle dimensioni, quelle prestazioni pubbliche e quell’equilibrio complessivo dell’intervento?
È una domanda che riteniamo legittima soprattutto perché l’Area Nord rappresenta una trasformazione urbanistica importante e perché una parte significativa delle condizioni concrete dell’intervento sarà definita nella successiva fase convenzionale.
Cosa faremo adesso
Per questo, anziché alimentare una contrapposizione politica sulla Variante ormai approvata, riteniamo più utile passare alla verifica concreta degli atti e dell’attuazione.
Il nostro lavoro proseguirà quindi attraverso osservazioni, controdeduzioni, interpellanza, verifica della documentazione istruttoria, convenzione, controllo dell’attuazione.
Quando arriverà il momento di definire concretamente la palestra e le altre opere pubbliche, sarà fondamentale verificare che quanto previsto dalla Variante trovi effettiva attuazione: qualità della struttura, funzionalità, accessibilità, tempi di realizzazione, cessione al Comune e condizioni poste a tutela dell’interesse pubblico.
Il nostro obiettivo non è riaprire continuamente una discussione politica sulla Variante. È, più semplicemente, continuare a svolgere il nostro ruolo di controllo e di attenzione sulle scelte urbanistiche che incidono sul futuro della città, chiedendo che gli impegni assunti sulla carta si traducano in opere e servizi effettivamente utili alla comunità.
Informare, verificare e seguire l’attuazione: questo riteniamo debba essere il nostro compito.



No Comments