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Consiglio comunale del 29 giugno 2026: Scuole vecchie di 60 anni, bocciata la mozione per lo screening

Consiglio Comunale, Scuola e Giovani By Lug 02, 2026

La maggioranza respinge la richiesta di un monitoraggio tecnico completo degli edifici scolastici, ma nel difendere la propria linea, finisce per confermare l’entità del problema: impianti risalenti agli anni ’50-’60, infiltrazioni, aule soffocanti per il caldo e un fabbisogno stimato in circa 20 milioni di euro, ma senza un piano programmato di interventi. Si continuerà ad intervenire sull’emergenza. Su barriere archietettoniche, tanto fumo e poco arrosto, per la fibra ottica, è tutto fermo.

Dalla lettura complessiva della seduta emerge una linea coerente nelle richieste dell’opposizione, e in particolare di Io Scelgo Villasanta: non si chiedono interventi immediati e irrealistici, ma dati oggettivi, mappature complete e pianificazione trasparente prima di procedere per singoli interventi, che finiscono per essere sempre emergenziali. Una richiesta che la maggioranza ha respinto quasi sistematicamente, spesso invocando vincoli di bilancio e senza offrire, come alternativa, uno strumento altrettanto strutturato e verificabile dal Consiglio stesso.

Scuole: no allo screening sugli edifici

Il momento più duro dell’ultima seduta è arrivato con la mozione presentata da Io Scelgo Villasanta per avere uno screening tecnico completo di tutti gli edifici scolastici comunali: uno stato di salute strutturale e impiantistico, un piano di manutenzione straordinaria per priorità, una stima chiara delle risorse necessarie, una serie di interventi per rendere gli edifici resilienti ai cambiamenti climatici e la condivisione dei risultati in commissione territorio. Una richiesta semplice nella forma, ma che ha scatenato uno dei confronti più accesi della serata.

La maggioranza ha respinto la mozione, giudicandola economicamente insostenibile e non obbligatoria per legge, e ha rivendicato un modello basato su verifiche periodiche e interventi “quando necessario”. In sostanza, si prosegue con la strategia dell’emergenza.

Ed è stato lo stesso sindaco, nel tentativo di illustrare la strategia alternativa dell’amministrazione — basata su partenariato pubblico-privato e Conto Termico 3.0 — ad ammettere, nella sostanza, che il patrimonio scolastico comunale ha “un’impiantistica vecchia in media 60 anni” e che per un adeguamento complessivo servirebbero circa “20 milioni di euro”, ma di piano di interventi programmato nel lungo periodo , nemmeno l’ombra.

Un’ammissione che certifica il fatto che questa genericità sia esattamente il sintomo del problema che la mozione voleva sanare: l’assenza di un quadro conoscitivo sistematico che consenta di superare le continue emergenze, limitandosi a sopralluoghi e comunicazioni con la scuola. Il dibattito si è fatto ancora più teso quando sono stati richiamati episodi recenti — infiltrazioni d’acqua, aule chiuse per il freddo o per il caldo eccessivo— con accuse reciproche di strumentalizzazione politica e persino un botta e risposta piuttosto acceso sulla titolarità della commissione competente a discutere il tema. Nonostante il sostegno di più forze di opposizione, la mozione è stata bocciata: 5 favorevoli (tutta l’opposizione), 11 contrari (tutta la maggioranza).

Un esito che lascia aperta una domanda difficile da eludere: se il problema è riconosciuto — lo ha detto la stessa maggioranza — perché rifiutare lo strumento che permetterebbe di misurarlo con precisione, prima ancora di doverlo affrontare in emergenza?

Barriere architettoniche: eventi di facciata spot, ma nessun intervento strutturale

Rispondendo all’interrogazione presentanta da Io Scelgo, l’amministrazione ha illustrato con soddisfazione la collaborazione con l’associazione PEBA Onlus e gli istituti Nanni Valentini ed Enrico Fermi: sopralluoghi con gli studenti, presentazioni in aula magna, un concorso per un logo sull’accessibilità, due porte automatiche donate da ASSA Abloy per il cineteatro Astrolabio e la nuova sede della polizia locale (che però rimane senza ascensore).

Ma Io Scelgo Villasanta ha ricordato che, al netto di tre progetti pilota, “manca ancora una mappatura completa delle barriere architettoniche sull’intero territorio comunale”, comprese le attività commerciali private. Lo stesso Comune ha ammesso di non disporre di dati aggiornati sull’accessibilità degli edifici pubblici né di quelli privati, e che il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche — obbligatorio dal 1986 — è ben lungi dall’essere completato.

Autostrada Pedemontana: per la maggioranza meglio non sapere quali saranno gli effetti per Villasanta

Sempre Io Scelgo Villasanta aveva chiesto in una nuova mozione un’analisi indipendente per conoscere gli impatti ambientali, sociali, economici e trasportistici dell’opera sul territorio villasantese. La maggioranza ha respinto la richiesta come sproporzionata per un Comune di 14mila abitanti, rimandando la competenza a Regione Lombardia e alla concessionaria.

Resta però il fatto che Villasanta subirà comunque effetti dall’infrastruttura e che proprio il fatto di non essere direttamente coinvolta nell’opera, non la comprende negli studi di impatto dedicati. Anche questa mozione è stata respinta: l’amministrazione ha quindi deciso di non conoscere preventivamente gli effetti che i villasantesi subiranno e quindi di non dotarsi di una strategia di lungo periodo per mitigarne i possibili effetti negativi. Un esempio su tutti: quale sarà la ricaduta sul mercato immobiliare? I prezzi al metro quadro aumenteranno ulteriormente? Non lo si vuole sapere.

Fibra ottica: parole ancora una volta senza concretezza

Open Fiber si è di fatto ritirato dal progetto, Villasanta non sarà quindi totalmente dotata della fibra ottica, come invece annunciato solo pochi mesi fa proprio dall’assessore Barba.

L’assessore, rispondendo ad una interrogazione di Io Scelgo, ha informato che l’operatore ha presentato tutte le autorizzazioni necessarie ma, secondo quanto riferito in aula, non dispone più delle risorse per completare i lavori. Ad oggi il territorio comunale risulta coperto per l’82,7% da infrastruttura FTTH, con una parte servita dalla tecnologia intermedia FTTC (fibra fino all’armadio, rame nell’ultimo tratto) e un residuo 1% ancora legato al vecchio armadio ADSL di via della Vittoria — un nodo “non ampliabile”, che serve un’area tra San Giorgio e la zona di via Regina Margherita.

L’assessore ha spiegato che il Comune non ha alcun potere diretto sugli investitori privati e può soltanto fare pressione per ottenere ripristini stradali adeguati dopo gli scavi. Io Scelgo non ha mancato di ricordare che gli investimenti aggiuntivi promessi per novembre dello scorso anno non si sono materializzati. Forse, come diceva Trapattoni, “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco” e questo purtroppo capita spesso all’assessore Barba.

Villa Camperio: per l’amministrazione il decoro è “adeguato”

A seguito di una interrogazione presentata da Villasanta Civica sul decoro e la pulizia di Villa Camperio, principale polo culturale cittadino, la maggioranza ha rivendicato una gestione “adeguata”.  

L’assessore ha anche ammesso l’esistenza di segnalazioni ricorrenti da parte di cittadini e associazioni, definendole “fisiologiche” per una struttura tanto utilizzata. Il punto più delicato riguarda il servizio di pulizia: fino a marzo affidato a una dipendente comunale interna, oggi in pensione, è passato dal 1° aprile a un appalto esterno, un passaggio che l’amministrazione stessa definisce ancora “in fase di rodaggio”. E tutto il resto? Muri esterni scrostati, interni vecchi, etc… Adeguati…

Orti comunali e fusione Brianzacque-BEA: due punti tecnici, minori scintille

La seduta ha affrontato anche due dossier più tecnici, approvati con margini più ampi ma non privi di osservazioni. Sul regolamento degli orti comunali di via Puccini, l’amministrazione ha presentato l’aggiornamento della tabella dei requisiti di reddito, ferma da anni, per l’assegnazione dei cinque lotti attualmente disponibili.

Più delicata la discussione sulla fusione societaria tra Brianzacque e BEA Gestioni, illustrata come tappa di un processo già condiviso da numerosi Comuni del territorio. Se la maggioranza ha sottolineato i vantaggi industriali dell’operazione, dall’opposizione sono arrivate perplessità non banali: il peso di Villasanta nella nuova compagine risulterebbe marginale (poco più dell’1%), con una conseguente scarsa capacità di indirizzo sulle scelte strategiche future — compreso il tema, esplicitamente sollevato in aula, della gestione dei fanghi di depurazione e di un possibile futuro inceneritore, che per definizione funziona con il conferimento dei rifiuti, andando in contrasto con una politica di recupero e di economia circolare. Il provvedimento è comunque passato, con l’astensione di Io Scelgo Villasanta proprio per i dubbi manifestati.

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