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Consiglio comunale del 28/11/25: parola d’ordine “opacità”, meno trasparenza per conservare il potere

Consiglio Comunale By Dic 02, 2025

Una maggioranza che esibisce un potere muscolare usando la propria forza procedurale: trasmissioni delle dirette su YouTube delle Commissioni, politiche per le donne disabili, tutte proposte bocciate; mentre usa l’aula per fare propaganda senza possibilità di contraddittorio sulla Lombarda Petroli. Nel rispondere alle interrogazioni si conferma l’assenza di una strategia politica sulla Casa e sull’Urbanistica.

Il Consiglio comunale del 28 novembre ci conferma una maggioranza debole, poco trasparente e poco collaborativa: dalle incertezze sulla Lombarda Petroli, alla gestione della disabilità, fino al rifiuto di rendere accessibili le Commissioni su YouTube. Una dinamica più da oligarchia che da democrazia.

Case popolari senza una strategia chiara

Nella risposta all’interrogazione di Vittorio Cazzaniga sulle case popolari è emerso un forte squilibrio tra domanda e offerta: tre alloggi disponibili a fronte di richieste molto più alte. L’assessore Gianluca Barba, e dopo di lui Carlo Sormani, hanno elencato numeri e progetti a partire da quello che succederà in Area Nord, ma non ha delineato una visione strategica comunale né sulle politiche della casa, né sull’Area Nord. L’impressione è che il Comune attenda le proposte dei privati senza una propria direzione politica, abbandonando un tema che dovrebbe essere centrale per cittadini fragili e giovani.

Il sindaco, Lorenzo Galli, ha poi annunciato un bando per un partenariato pubblico-privato sulla gestione energetica degli edifici pubblici, che però non riguarda le case popolari. Se funzionerà, potrà almeno ridurre i problemi di manutenzione degli impianti nelle scuole? Speriamo.

Strade Verdi: bocciati per assenza di visione

La nostra interrogazione, a firma sempre di Vittorio Cazzaniga, chiedeva della partecipazione del Comune al bando di Regione Lombardia “Strade Verdi” per finanziare il progetto “Distretto dell’Educazione”, ma non è stato selezionato. L’intervento (580mila euro) è ora in pausa.

La nostra proposta alternativa, presente nel nostro programma elettorale, puntava a creare una vera piazza della gioventù, con nuovo oratorio, scuola media Fermi, palazzetto dello sport e nuova scuola materna Tagliabue collegati da un unico portico, delimitante una piazza pedonale dedicata ai nostri ragazzi. Una visione organica che si contrappone agli interventi minimi di questa Amministrazione, incapace di generare spazi urbani di senso e luoghi di socialità.

Durante la seduta abbiamo dato la nostra disponibilità a lavorare insieme per un progetto comune e condiviso per una vera rigenerazione urbana, che poi era quello che il bando richiedeva e che non ha consentito a Villasanta di accedere ai fondi.

Lombarda Petroli: dodici anni di inerzia

L’interrogazione sulla Lombarda Petroli della capogruppo Laura Cesana al suo stesso assessore. Sormani, è apparsa poco credibile e risultata funzionale solo ad una narrazione unilaterale. I fondi per la bonifica arrivano grazie a Regione Lombardia e al PNRR, non per merito dell’Amministrazione.

La tragedia che incombe è che questa sinistra sta predisponendo le regole urbanistiche affinché quello spazio enorme di paese sia destinato ad essere per sempre una periferia abbandonata. Negli ultimi 12 anni, cioè dalla giunta Ornago in poi, nessuno si è mai assunto la responsabilità politica di avere un’idea sul futuro di questa immensa area.

Questo ci dice una sola cosa: non se ne vogliono occupare e ora che arrivano i soldi da Regione Lombardia, l’unica cosa che sanno dire è che chi arriverà dovrà rimborsare i soldi della bonifica che è stata pagata con denaro pubblico, rivendicando poi un ideologico ecologismo come maschera dell’inerzia che vediamo ormai da troppi anni.

In Consiglio, l’assessore Sormani, nel rispondere alla sua capogruppo Cesana, ha presentato una lunga ricostruzione senza contraddittorio. Lo scopo dell’assessore, però, non sembrava indirizzato alla consigliera, ma agli attacchi del Cittadino, giornale locale, che da più di un mese dedica al tema della mancanza di strategia sulla Lombarda editoriali e approfondimenti.

La scelta della maggioranza di farsi una domanda e darsi una risposta, oltre che marzulliana, in realtà rivela chiusura e scarsa trasparenza e forse anche il timore di essere giudicati dalla collettività, autocensandosi con toni propagandistici, tanto che anche l’altro settimanale locale, Il Giornale di Vimercate, nel descrivere l’ultima seduta di Consiglio ha ironicamente titolato ”Siamo dalla parte giusta della storia”.

Commissioni consigliari svuotate del loro significato

La trasparenza è stato un tema ricorrente di questo Consiglio. A partire dal fatto che, a più riprese, tutte le minoranze hanno denunciato l’interpretazione restrittiva del regolamento: le Commissioni possono discutere solo temi che andranno in Consiglio e decisi dalla maggioranza.

Il risultato è che, in due anni, le Commissioni Territorio e Persona si sono riunite pochissimo, due o tre sedute. Questa interpretazione del regolamento ha di fatto impedito confronto e lavoro istruttorio. Una situazione che squalifica la funzione democratica dell’organo.

La maggioranza svuota le Commissioni del loro significato, concede presidenze formali ma impedisce alle opposizioni di proporre temi. Un’interpretazione del regolamento molto più chiusa rispetto alle amministrazioni precedenti.

Ecco cosa recita il regolamento del Consiglio comunale:

Art. 17, comma 1: “Le Commissioni Consiliari permanenti sono convocate, di norma, una volta al mese dal Presidente, per sua iniziativa o per richiesta scritta fatta da almeno un terzo dei componenti”.

Comma 5: “L’ordine del giorno è fissato dal Presidente e deve comprendere anche gli affari la cui trattazione sia stata richiesta, per iscritto, da un componente la Commissione”.

Art. 18, comma 1: “Le Commissioni Consiliari permanenti hanno funzioni referenti ai fini di una più approfondita e specifica trattazione degli affari di competenza del Consiglio”.

Comma 2: “A tali effetti, esse svolgono funzioni consultive, istruttorie, di studio e di proposta specificatamente: esprimono parere sulle proposte di deliberazione loro sottoposte dalla Giunta e dagli Assessori; richiedono al Sindaco l’iscrizione all’ordine del giorno del Consiglio Comunale di comunicazione e proposte sulle materie di loro competenza; relazionano al Consiglio circa l’andamento ed i problemi specifici riguardando enti, aziende, società ed altre forme associative comunali; approfondiscono, anche di loro iniziativa, lo studio sui problemi di interesse generale e specifico del Comune e dell’Amministrazione”.

Giudicate voi.

Rifiutata la trasmissione pubblica su YouTube delle Commissioni

La mozione, presentata da Gaia Carretta, voleva chiedere la trasmisisone delle Commissioni su YouTube (senza costi aggiuntivi), ma è stata bocciata. Oggi lo streaming è poco pubblicizzato e non resta archiviato, impedendo ai cittadini di fatto qualsiasi verifica.

La giustificazione: esiste già la diretta dal sito del Comune. È vero, ma è anche vero che spesso le commissioni sono convocate alle 18 di giorni infrasettimanali e la possibilità di vedere ciò che succede in un secondo momento. Hanno forse timore di mostrarsi impreparati e senza argomenti in un reale confronto dialettico?

Disabilità: un’occasione mancata

La mozione sulla disabilità, sempre a firma di Gaia Carretta, richiamava anche il Peba (il piano per l’abbattimento delle barriere architettoniche) e apriva un focus sulla condizione delle donne disabili. Purtroppo, è stata rimandata in Commissione — proprio quella Commissione che alla minoranza non viene permesso di utilizzare per proporre temi.

In Aula la maggioranza ha preferito esibire forza procedurale invece di cogliere l’occasione per affrontare il tema della doppia fragilità, come quella che vivono le donne con disabilità. La disabilità oggi è un tema che a Villasanta rischia di continuare ad essere trattato in modo generico, non nelle sue specificità, ma con senso di pietà e di carità, senza riuscire a fare quel salto prima culturale e poi operativo che porta a considerare la disabilità come un elemento di integrazione sociale e di essenziale crescita collettiva, così come invece avevamo proposto nella mozione.

Bilancio: ordine senza visione

La variazione al DUP (Documento Unico di Programmazione) prevede l’uso di circa 500mila euro di avanzo del 2024 che ammontava a 1milione di euro.

La giunta ha deciso di usare questi 500milioni in questa modo: 80mila per opere eclesiastiche, 120 mila saranno impiegati per dotare la scuola Fermi di un bagno per disabili (alla buon’ora!) e 300 mila euro per pagare le bollette.

I soldi a disposizione delle amministrazioni, si sa, sono pochi, ma se quei pochi che si hanno e che si possono spendere (così come succede per l’avanzo), non si usano per investire in scuole, strade, verde o politiche giovanili, ma per pagare le bollette, forse, a nostro modesto avviso, qualcosa non quadra.

L’immagine del “sindaco imprenditore” che avrebbe dovuto rivoluzionare il Comune resta, per ora, pura promessa.

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