Serena Bussotti, Associate Partner di uno tra i più importanti studi italiani di consulenza tributaria, ha esaminato la questione e analizzato le richieste della Magistratura contabile, nonché le risposte dell’Amministrazione, trovando purtroppo lacune e soprattutto poca chiarezza sul ruolo politico rispetto a quello tecnico.
La seduta del 26 maggio 2026 del Consiglio comunale di Villasanta lascia più amaro in bocca del solito. La
discussione si è concentrata sulla comunicazione ricevuta dalla Corte dei Conti che pone delle
domande precise circa la contabilizzazione di alcune poste di bilancio.
L’Amministrazione comunale ha quindi preparato un documento con l’intento di fornire alla Corte i chiarimenti richiesti. Tale
documento, sottoposto all’approvazione del Consiglio, è stato quindi discusso e sono state richiesti alcuni chiarimenti da parte delle opposizioni.
Purtroppo, l’esito non è stato quello di approfondire questioni su cui tutti i cittadini hanno diritto di essere informati e di poter comprendere.
Perché la lettera della Corte dei Conti?
Ma ricapitoliamo i fatti: la Corte dei Conti chiede al Comune delucidazioni principalmente riguardo alla modalità di quantificazione di talune poste attive (i crediti dell’ente comunale vantati principalmente per tributi) e del relativo fondo contabile volto a coprire il rischio che la riscossione di quei crediti (i.e. tributi) non si materializzi concretamente.
Al di là dei tecnicismi contabili, dietro la richiesta della Corte c’è il dubbio che la riscossione di molti dei crediti dell’ente non si
manifesterà, anche a fronte di un’inerzia del Comune nel farsi parte attiva nella riscossione e quindi che molti di quei crediti oggi in bilancio verranno meno.
La Giunta risponde, ma non chiarisce
La risposta dell’Amministrazione comunale a questa preoccupazione lascia perplessi, in quanto comunicano alla Corte dei conti di dare indirizzo agli uffici comunali preposti affinché attivino misure idonee per rafforzare la capacità di riscossione (sia ordinaria, sia coattiva) e contestualmente attivino una gestione efficiente ed efficace dei crediti.
Una tale risposta presuppone quindi che un’analisi interna delle procedure di iscrizione, valutazione e riscossione dei crediti tributari sia stata effettuata e che siano state identificate delle criticità che ci si impegna a superare, al fine di dotarsi di un sistema efficace ed efficiente.
Eppure, a richiesta da parte dei consiglieri di Io Scelgo Villasanta di quali fossero i punti critici identificati, l’Amministrazione richiama in gioco il suo ruolo politico, ritenendo di non dovere – e potere – entrare nel merito delle questioni tecniche che sono appunto di competenza degli uffici comunali tecnici.
Come possono sentirsi i cittadini di Villasanta di fronte a tale chiusura se non preoccupati? La riscossione dei tributi è davvero solo una questione tecnica? Cosa e quando diventa una questione politica?
Perché l’Amministrazione sta scaricando sugli uffici?
Nel mondo ideale un ente pubblico dovrebbe funzionare esattamente come un’azienda privata: laddove i dirigenti (i.e. i membri della giunta comunale) hanno contezza delle problematiche del proprio ente e indirizzano le funzioni operative (i.e. gli uffici comunali) sulle azioni da porre in essere per poter superare le criticità riscontrate.
Ma per potere indirizzare è evidente che si debba conoscere la problematica e ipotizzare una strategia di risoluzione. Ed è altrettanto doveroso informare tutti gli azionisti dell’azienda (i.e. i cittadini Villasantesi) su come e che cosa la propria Amministrazione stia facendo e rassicurarli che i servizi pubblici comunali non sono a rischio per mancati incassi dovuti ad inerzie.
Insomma, è evidente che ci auguriamo che l’Amministrazione non abbia voluto condividere con i suoi cittadini analisi e misure mirate ben studiate solo per non vanificare l’effetto sorpresa dei prossimi conti di bilancio, da cui ci aspettiamo emerga un incremento dell’attività di riscossione dei crediti ed una riduzione del relativo stralcio, seguiti dall’assenza di segnalazioni preoccupanti da parte della Corte dei conti.


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