L’aula vota il bilancio di previsione per il 2026: con investimenti sotto il 10% quale futuro è possibile per Villasanta per i prossimi tre anni? Mancano scelte, visione, capacità di decidere e si prosegue nel gestire l’ordinario. Votata anche una deroga al Pgt per il progetto per l’asilo Tagliabue.
Quattro cifre per inquadrare la politica di questa Amminmistrazione: 17 milioni (il bilancio del Comune), 1,6 milioni (la quota di investimenti), 77 mila euro (la cifra stanziata per le consulenze), 1 milione (l’avanzo utilizzato nel 2025).
I numeri sono difficili da smentire e hanno il vantaggio di inquadrare subito la situazione: tanta spesa ordinaria e poca costruzione di capacità di progettazione.
Del nostro bilancio, quindi, possiamo subito notare che la cifra per gli investimento è sotto il 10%; le consulenze sono considerate parte della spesa, e non un’opportunità. Anche l’avanzo va nella stessa direzione: se diventa l’unica leva per “fare politica” (cioè per fare investimenti), si finisce per decidere a consuntivo, cioè alla fine, non all’inizio, come invece dovrebbe essere. E se poi una parte consistente serve a coprire spese correnti (tipo bollette), è evidente che manchi programmazione.
La domanda chiave è: con investimenti sotto il 10%, quale trasformazione è realisticamente possibile nei prossimi 3 anni?
Il bilancio è un documento di difficile consultazione, ma se letto con attenzione — e possibilmente con il supporto di qualcuno in grado di spiegarne la struttura — racconta in realtà molto bene il modo in cui l’Amministrazione governa Villasanta e questa ne è la fotografia.
Villasanta ha bisogno di politica, di scelte, di visione, di capacità di decidere per il futuro. Se la politica si riduce alla sola gestione dell’ordinario, allora tanto vale farne a meno. E, francamente, di questo tipo di politica potremmo fare volentieri a meno.
Ordine del giorno
Torniamo però al Consiglio comunale. All’ordine del giorno: la votazione sui fondi per le consulenze del 2026; l’approvazione del DUP 2026-2028, il Documento Unico di Programmazione, cioè il documento che traduce il programma elettorale in azioni concrete e finanziate; l’approvazione del bilancio di previsione 2026, ovvero come si intendono spendere le risorse nell’anno successivo; la revisione delle società partecipate (ricognizione 2024 su dati 2023); infine, la votazione di una deroga al PGT per la realizzazione dell’asilo Tagliabue.
Fondi per le consulenze
Parliamo dei circa 77 mila euro che l’Amministrazione stanzia ogni anno per le consulenze, una cifra che non varia molto di anno in anno. A nostro avviso non si tratta di un importo enorme in sé, ma va letto per quello che è: spesa ordinaria, gestione dell’esistente (avvocati, fiscalisti, sistemi informatici, artisti per feste di paese). Sono lontani i tempi in cui le consulenze erano considerate “spreco”, perché oggi, al contrario, sono considerate come una leva per captare ad esempio fondi e risorse necessarie per la progettazione.
Senza nulla togliere ai tecnici comunali — che gestiscono in modo encomiabile l’ordinaria amministrazione — intercettare fondi richiede una conoscenza molto approfondita dei meccanismi, una certa capacità di relazione istituzionale e una struttura in grado di istruire le pratiche nel modo migliore. In fondo, si tratterebbe di investire in consulenze che consentirebbero di portare a Villasanta finanziamenti per progetti che le casse comunali, da sole, non possono permettersi.
Entriamo ora nel dettaglio del bilancio
Sulla Missione 6, sport e tempo libero, sono previsti circa 700 mila euro destinati alla ristrutturazione del Palazzetto. Ma va detto con chiarezza ai cittadini: quei fondi saranno disponibili solo se Villasanta vincerà il bando di Regione Lombardia che mette a disposizione 10 milioni di euro per le strutture sportive. Non è quindi una scelta politica, ma una speranza.
Nella Missione 10, viabilità e infrastrutture stradali, l’Amministrazione ha stanziato circa 570 mila euro, la stessa cifra di anno in anno, per la manutenzione ordinaria di strade, marciapiedi e segnaletica. Nulla di straordinario, nulla di strutturale: gli stessi soldi di sempre.
Per la tanto discussa Area Feste non c’è nulla. Nulla per la manutenzione straordinaria delle strade. Nulla per la ristrutturazione di Villa Camperio. Nulla per la pedonalizzazione del Distretto dell’Educazione (nel caso in cui anche il prossimo bando Strade Verdi andasse perso). Nulla per l’accessibilità e l’abbattimento delle barriere architettoniche. Potremmo continuare a lungo.
Ma tanto c’è l’avanzo di amministrazione. Certo: concentrare tutta la politica degli investimenti sull’avanzo è sicuramente una strategia, ma questo significa non riuscire a programmare e non sapere cosa si potrà fare fino a quando non si saprà quanto avanza in cassa.
Inoltre, guardando a come è stato utilizzato nel 2025 il milione di euro avanzato dal 2024, scopriamo che è servito a ben poco: qualche intervento nelle scuole (le tapparelle alla Fermi e il rifacimento della pavimentazione davanti alla Villa), alcune caldaie nelle case popolari e ben 300 mila euro — il 30% — per pagare le bollette, perché, come è stato detto, i costi sono aumentati.
Nessuna prospettiva, nessuna novità, nessuna idea. Nessuno sguardo verso il futuro.
Società partecipate
Per quanto riguarda la ricognizione sulle società partecipate, il nostro voto è stato contrario per una questione di metodo. Villasanta detiene quote in CEM e in BrianzAcque: la prima gestisce i rifiuti, la seconda il servizio idrico. Entrambe operano in house, cioè senza gara, perché formalmente assimilate a strutture interne dell’Amministrazione, su cui dovrebbe essere esercitato un “controllo analogo”.
È evidente però che con una quota di poco superiore al 2% in ciascuna società, Villasanta non esercita alcun controllo analogo, anzi, semmai lo subisce. Questo limita fortemente la possibilità di incidere sulle politiche di economia circolare e di risparmio idrico.
Va detto che si tratta di società sane, che erogano complessivamente un buon servizio, anche se sulla raccolta dei rifiuti e sulla pulizia delle strade ci sarebbe qualcosa da ridire, così come sull’impossibilità di applicare la tariffazione puntuale — più riciclo, meno pago — mentre la TARI continua ad aumentare anno dopo anno.
Ma il vero punto è un altro: se queste società non fossero sane, quali strumenti avrebbe questa Amministrazione per garantire i servizi? Di fatto, nessuno. In una società complessa come quella attuale, in cui la gestione del rischio è alla base di qualsiasi sistema realmente sostenibile, soprattutto dal punto di vista economico, questo è un tema che andrebbe affrontato con serietà.
Asilo Tagliabue
È bene chiarirlo: non si è votato il progetto dell’asilo Tagliabue. Lo ha sottolineato anche l’assessore Carlo Sormani. Si è votato per consentire il completamento dell’iter progettuale. All’Aula è stato chiesto di approvare due deroghe: la prima relativa a una lieve difformità di sagoma rispetto all’edificio attuale; la seconda, più rilevante, riguardava la distanza del porticato dalla sede stradale, che risulterebbe inferiore rispetto a quanto previsto dal PGT.
L’Amministrazione ha quindi chiesto di riconoscere l’interesse pubblico alle deroghe, per consentire la prosecuzione del progetto e arrivare alla progettazione definitiva. Chiarito in Commissione Territorio che la deroga non avrebbe inciso sulle superfici drenanti, l’Aula ha votato all’unanimità a favore.
Il consigliere Vittorio Cazzaniga ha poi sollevato un tema centrale: quello del contesto urbano in cui l’opera sorgerà. E qui torniamo al bando Strade Verdi di Regione Lombardia, che prevedeva il finanziamento della pedonalizzazione delle strade davanti alla scuola Fermi e all’asilo Tagliabue.
Cazzaniga ha posto l’attenzione sugli spazi esterni e sull’ipotesi di pedonalizzazione dell’area antistante. La presenza o meno di uno spazio pedonale davanti a una scuola rappresenta una vera rivoluzione urbana, che comporta anche un costo politico non indifferente, perché la pedonalizzazione di una strada può incontrare forti opposizioni.
Su questo punto abbiamo dichiarato più volte la nostra disponibilità a sostenere l’Amministrazione, ma solo a condizione che vi sia una visione forte e un progetto urbano degno di questo nome, non un semplice intervento di segnaletica. Chiudere una strada e dipingere l’asfalto non basta: serve un progetto che restituisca un luogo nuovo, fruibile, capace di generare benefici reali.
Su questo, almeno a parole, è arrivata una conferma immediata dall’assessore Sormani, che ha dichiarato: “Concordo sul fatto che anche l’investimento sugli spazi esterni debba essere importante tanto quanto quello sulla struttura”, aggiungendo che, come suggerito da Cazzaniga in Commissione, l’Amministrazione sta lavorando con i progettisti dell’asilo anche a un progetto da presentare al prossimo bando Strade Verdi. Un progetto che, con un cofinanziamento regionale fino a mezzo milione di euro, farebbe davvero la differenza tra un intervento tattico e uno strutturale.
Forse, a forza di insistere, qualche volta ci ascoltano e capiscono che le nostre parole non sono contro qualcuno, ma al contrario sono sempre orientate a spronare all’azione per il bene comune.
Auguri di buone feste!
In conclusione, vogliamo ringraziare tutte le persone che in questo anno di consigliatura ci hanno sostenuto e seguito: lavorare sapendo di farlo per qualcuno è motivo di orgoglio. Ringraziamo anche chi ci ha criticato, soprattutto con spirito costruttivo, perché ci ha aiutato a riflettere e a migliorare. Le nostre porte sono sempre aperte.
Auguriamo a tutti buone feste e un magnifico 2026.



No Comments