Vittorio Cazzaniga, consigliere comunale di Io Scelgo Villasanta, commenta la proposta dell’ex assessore all’Urbanistica Guido Battistini di rilevare l’area e trasformarla in un parco pubblico. Ma con che soldi? Sembra la solita proposta “fatta in casa” da chi non ha dimostrato in passato di averle proprio azzeccate tutte.
Il 23 gennaio “Il Punto” ha pubblicato un intervento di Guido Battistini sul futuro della Lombarda Petroli, a mio avviso uno degli articoli più importanti da mesi.
Tanto per iniziare, è interessante il tono mellifluo che la testata usa per introdurre lo scritto di Guido Battistini (“Riceviamo e volentieri pubblichiamo”) quasi come se si trattasse di persona ignota alla Redazione; o addirittura (mi si conceda un tocco di ironia) di un autorevole vecchio professore di urbanistica di ritorno da Harvard. Si tratta, invece, di un personaggio politico molto conosciuto. Un personaggio che ho anche frequentato quando sono stato con lui in maggioranza durante il secondo mandato di Mario Erba che lo aveva visto Assessore all’Urbanistica, incarico mantenuto anche con Enrico Fontana.
Un ex(?) politico con una laurea in Economia e Commercio e una attività professionale da bancario e sindacalista che ci viene proposto come se fosse quasi capitato per caso a regalarci una sua “geniale” intuizione. Ricordiamoci che a lui si devono: l’ecomostro di Sant’Alessandro che è lì da vedere; Ecocity in Lombarda Petroli, anche questa lì da vedere e, probabilmente, sempre a lui dobbiamo anche lo spostamento di volumetrie edificatorie da via Buonarroti all’area in riva al Lambro della ex Rossi-Simeone volumetrie che, speriamo, di non vedere mai, ma… chissà?
Un’Opa per la Lombarda Petroli, ma con quali soldi?
Battistini, nel suo contributo da cittadino che ha sempre seguito le vicende non solo della ex Lombarda Petroli ma di tutto il territorio villasantese, a suo tempo come assessore alla partita e oggi quale semplice spettatore “interessato” (cit.) prospetta un’Opa, cioè un’offerta pubblica di acquisto dell’area. Il Comune di Villasanta sarebbe il soggetto innescante il processo, affiancato dalla Provincia di Monza e Brianza e da Regione Lombardia.
Battistini non chiarisce con quanti e quali soldi acquisire l’area, ma la proposta è quella di trasformarla da privata a pubblica. A quel punto, i fondi del PNRR utilizzati per la bonifica non dovranno essere restituiti, mentre se l’area verrà destinata ai privati, secondo Battistini, si renderebbe necessario concedere importanti volumetrie. Tutto ciò a compensazione dei costi che gli investitori che decidessero di acquistare le aree dovrebbero sostenere per restituire i fondi PNRR usati per la bonifica. Queste volumetrie da concedere porterebbero a cementificare, con una conseguente crescita del peso insediativo, mandando tutto a carte quarantotto.
La proposta di un Bosco Urbano
Arrivati a questo punto, cosa propone Battistini come soluzione? Un Bosco Urbano. Questa ipotesi vorrebbe innanzi tutto che si realizzasse un accordo tra la nostra amministrazione di Centrosinistra, la Provincia di Monza e Brianza e la Regione Lombardia guidate dalla Lega del trumpiano Salvini. Aperta parentesi, Trump appena si è insediato, la prima cosa che ha fatto è stata smantellare il green deal americano. Si sta quindi parlando di uno scenario politico veramente fantagalattico e davvero improbabile.
Me lo consenta, Battistini, di storcere il naso di fronte a questa prospettiva: è inverosimile che si tratti di una di quelle grandi idee che vengono poi portate avanti dalle generazioni future. Tantomeno scomoderei l’immagine delle Cattedrali gotiche. Addirittura!?
Una proposta poco credibile, ecco perché
Il tutto ha poca credibilità: dalla proposta alla autorevolezza di Battistini in materia. Ma, a questo punto, ha poca credibilità anche la sua area politica di riferimento. Questa Amministrazione che non si fa problemi a far costruire un comparto residenziale per super ricchi, probabilmente non villasantesi, in riva al Lambro sull’area ex Rossi Simeone, allo stesso tempo ci propone un bosco urbano come se fosse qualcosa di cui tutti abbiano contezza. Ma oggi, quando si parla di verde, non c’è nessuno che dice di no: verde o, meglio ancora, “Green” è una parola passe-partout.
Non c’è nessun cenno, nel contributo, alle nuove forme di agricoltura; nessuna nozione aggiornata sul concetto di paesaggio, sullo sviluppo del Green Deal nel nostro Paese, su parametri e riferimenti progettuali. Niente. E’ una sorta di compitino, svolto senza sapere bene che cosa si stia dicendo e con quali strumenti e quali soldi realizzare la proposta che appare (oltre che poco realizzabile) poco credibile.
Poco credibile come un po’ tutta l’area politica di cui Battistini è espressione: un PD e un centrosinistra villasantese che, negli ultimi dieci anni, ha fatto abuso delle parole, le ha sistematicamente svuotate di senso, strumentalizzandole secondo convenienza.
Perché la proposta non è avanzata dall’Assessore?
Ma soprattutto c’è una questione da rilevare: perché questa proposta non viene dall’assessore all’Urbanistica Carlo Sormani?
È perciò lecito pensare che questa proposta venga non dall’intera maggioranza, ma da una componente che sostiene questa Amministrazione, cioè i settantenni ex PCI della Casa del Popolo, referenti della testata de Il Punto.
Evidentemente si sono sentiti in dovere di dire la loro, vista l’inerzia del sindaco Lorenzo Galli che non ha ancora detto niente sulla partita (tranne esultare per l’inizio dei lavori per la bonifica per cui non ha alcun merito). Di fatto i “compagni” sembrano bruciare l’assessore, riducendolo a “pupazzo del ventriloquo”. Aggiungo una nota di colore: da una verifica sulla pagina Facebook de Il Punto risulta che gli articoli precedenti e successivo hanno ricevuto tutti i like di rito dalla Giunta, questo no…
E ancora, poiché era ed è evidente che Galli non è espressione di una cultura politica di sinistra, per la Casa del Popolo era necessaria una garanzia politica, un contrappeso, evidentemente rappresentato da Sormani che però sembra non offrire più sufficienti garanzie agli ex PCI.
La solita proposta “fatta in casa”
Ultima osservazione, ma direi la critica più importante, riguarda la mancanza di spessore di questa proposta che contestiamo proprio perché è “fatta in casa”. È lo stesso rilievo che è stato mosso in campagna elettorale sulle proposte per un’area così strategica, estesa e complessa come la Lombarda Petroli. Mentre ci si dovrebbe avvalere del contributo di competenze forti, provenienti da facoltà universitarie, da professionisti, che producano analisi strategiche importanti.
L’eventuale competenza da “bricoleur/amateur dell’urbanistica” di Battistini, ci perdoni, non può bastare. La scelta politica, su questa sfida epocale, dpvrebbe essere quella di farsi coadiuvare da esperti esterni e autorevoli.
Il “bosco urbano” sembra carino, ma è solo demagogia, non possiamo permetterci queste vaghezze, soprattutto da chi, in passato, non le ha indovinate proprio tutte…
Grazie, ma anche no.
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