Prima puntata del Podcast di Io Scelgo Villasanta. Non poteva che iniziare con un’intervista bomba: Mario Erba. Sindaco dal 1995 al 2004, ha amministrato la città con visione per il futuro, capacità del fare, affiancato da persone competenti e generose. Erba, nell’intervista, commenta l’attuale scenario politico villasantese, senza peli sulla lingua e con un po’ di amarezza: Lombarda Petroli, Rossi Simeoni, il rapporto con il Parco. Tutte scommesse perse, che si possono però ancora recuperare, a patto che il centrosinistra sia in grado di voltare completamente pagina, con una nuova storia, un nuovo candidato unitario, ma soprattutto presentandosi unito.
Di seguito proponiamo lunghi stralci della chiacchierata che Mario Erba ha fatto con Vittorio Cazzaniga e Gaia Carretta. Andate ad ascoltarla tutta, ne vale la pena.
Come si è arrivati a oggi.
Devo dire che già alla fine della seconda legislatura nacque la necessità di passare dal fare al gestire, cosa che condividevo, ma fino ad un certo punto, perché secondo me fare significa anche gestire, la gestione era una parte importante a tutto ciò che si creava.
Quando poi con le elezioni del 2009 la Lista per Villasanta non è stata in grado di fare eleggere Guido Battistini contro Merlo, sono rimasto perplesso, perché significava che non tutta la lista aveva appoggiato Guido Battistini e questo era un segnale estremamente allarmante.
Poi che cosa accadde: viene eletto un sindaco leghista, persona degnissima, ma con idee diverse. E poi, quando il centrosinistra è tornato al potere, la Lista per Villasanta è andata lentamente in una sorta di limbo nel quale si gestiva il day by day, ma stava mancando quello spirito che invece ci aveva animati nel 1995, uno spirito di innovazione, di utopia, di pensare di poter fare delle cose, ricordo che cCi veniva contestata anche una certa durezza amministrativa.
Oggi Mario Erba vive a Milano, dove si è trasferito per questioni professionali.
Ma nel frattempo mi sono sempre informato con amici, leggendo il Punto, con mia sorella e mio fratello. So cosa avviene con esattezza oggi, e posso dire che non è più la Lista per Villasanta.
Poi ho voluto vedere con i miei occhi ciò che stava accadendo e ho partecipato ad un’assemblea della Lista Cittadini per Villasanta un mese e mezzo fa: devo dire che l’impressione non è stata delle migliori. Ho visto troppa animosità e conflittualità. Ho visto grossissime difficoltà e non ho sentito neanche delle idee che c’erano un tempo.
Ho visto molta conflittualità e mi sono espresso esplicitamente rispetto al gruppo di Io Scelgo Villasanta che sta portando avanti Vittorio Cazzaniga, che all’epoca, da Consigliere è stato estremamente critico con noi in Giunta, ma col quale si è poi sempre ragionato e si è sempre trovata la quadra. Vedevo un’animosità contro persone che avevano largamente appoggiato e aiutato durante le mie due giunte e questo era già il sintomo di qualcosa che non andava. Non si può andare contro coloro che fino a ieri erano parte di te.
Non voglio stare in questo momento dalla parte di nessuno, ma ho invitato la Lista di trovare in tutti i modi una via comune con Io Scelgo Villasanta, ma con chiunque si fosse mosso nell’ambito villasantese all’interno del centrosinistra.
D’altronde noi avevamo anticipato Prodi, e siamo riusciti a mettere in Consiglio Comunale con una visione comune da Rifondazione Comunista fino ai Popolari. Non posso quindi accettare che ci siano queste lotte interne nel centrosinistra, come non posso accettare questo vivere, questo andare avanti. Questo l’ho visto soprattutto sulla Lombarda Petroli.
La variante del PGT in corso
Sono scandalizzato dal fatto che si porti in Consiglio Comunale a quattro mesi dalle elezioni amministrative un Piano Regolatore (Il PGT, ndr) che riguarda soprattutto un’area come quella della Lombarda Petroli che è il futuro di Villasanta, che è tutto per Villasanta.
Questa non è buona amministrazione, non si porta a pochi mesi dalla fine una cosa del genere, non si approva a scadenza di mandato una cosa del genere. Noi negli ultimi sei mesi della mia seconda amministrazione, abbiamo fatto praticamente amministrazione corrente. Al di là della legge, ma non puoi negli ultimi mesi affrontare una tematica di quella portata davanti ad una scadenza elettorale.
Non lo so perché lo si fa. Perché si vuole decidere il futuro di Villasanta? Ma qualcuno se verrà dopo e non sarà più la stessa amministrazione, sconvolgerà tutto in cinque minuti facendo solo perdere soldi all’amministrazione, credibilità, qualsiasi cosa alle istituzioni. Non tanto al partito di sinistra o di destra, ma alle stesse istituzioni. E questo per me è un sintomo di grande debolezza e una scorrettezza istituzionale che non è solo formale, ma è sostanza.
Erba ha ricordato anche i progetti del RSA della San Clemente, ottenuta grazie alla legge Bindi e grazie anche ad un polso duro con l’allora governatore Formigoni che inizialmente aveva escluso Villasanta, per poi farcela rientrare. Ha ricordato la visione futuristica delle rotonde per la viabilità, che dettava scherno negli altri Comune, ma che poi è stata copiata da tutti. Ha ricordato il lavoro di Sergio Zappa, che oltre ad essere un assessore della sua prima giunta di polso e competente, è anche colui che ha voluto le piante che ogni primavera rendono Villasanta bella e fiorita.
Ecco quindi un escursus sul coraggio che la sua giunta aveva avuto con i Tagliabue per ripensare alla Lombarda Petroli
All’epoca ci rivolgemmo come progettista, scelto dal Comune, contro la volontà della Tagliabue che comunque lo dovettero pagare (con la mia amministrazione su questa vicenda legali non ce ne sono mai stati), l’architetto Luca Scacchetti, che all’epoca progettava a Hong Kong, a Sidney, aveva un curriculum degno di Renzo Piano.
Tirò fuori delle idee importante, fu anche supportato dal Politecnico di Milano nelle figure di Fabio Saldini e Giorgio Ferraresi , affidando a qualcuno che aveva visione del futuro e dando la possibilità, grazie anche alle conoscenze in ambito urbanistico, di restituire qualcosa che per un amministratore è il tutto, che permise poi di tenere testa ad una famiglia Tagliabue.
E’ questo che è andato mancando. Noi ci si affidava, nel nostro piccolo, alle eccellenze, a persone di alto profilo. Non sono soldi buttati, come mi sono sentito dire dalle amministratori degli ultimi 20 anni, perché sono soldi ben spesi. Perché riuscirai a portare a casa progetti con visione per il futuro. Ma bisogna avere coraggio, anche di affrontare gli altri politici. Bisogna crederci e combattere per ottenerle.
Erba si è quindi soffermato anche sulla nuova residenza che nascerà nella ex Rossi-Simeoni e che nel nuovo PGT avrà un’altezza di 7 piani invece che 3.
Pensare che Villa Vecchia, dove è nata mia madre, venga deturpata dalla creazione di strutture di 7 piani è una cosa che grida vendetta, perché le persone non possono sapere che il primo forte atto della prima amministrazione fu bloccare la costruzione di un secondo palazzo, gli Spadit, nell’alveo del Lambro, con l’obiettivo di far demolire o far abbassare in altezza un altro palazzo a cui era già stata data la licenza edilizia. Fu una grande vittoria che i nostri grandi avvocati ottennero.
Oggi, sentire che dall’altra parte, cioè nell’altra sponda, parlare di 7 piani, senza dare una collocazione di qualcosa che esiste, è una cosa tremenda un obbrobrio. E’ sicuramente per me un fatto affettivo, ma non è solo questo. Vi invito ad andare lungo l’Olona a vedere situazioni come queste, con ditte che erano partite come semplici lavandai e che diventarono piccoli industriali.
Andate a vedere come hanno recuperato quelle aree, creando realtà comunali con centri di aggregazioni, con percorsi ciclabili. Non si può pensare di trasformare quella cosa in qualcosa che non ha senso in quella realtà. La Valle del Lambro è da salvare e questa è una cosa che non sa da fare, non può assolutamente reggere.
E poi l’aspetto commerciale e l’attrattività per Villasanta, per chi ci viene a vivere, ma anche per i possibili city users. In primi la relazione con il Parco.
Vi invito ad andare ad osservare Richmond, una realtà vicino a Londra letteralmente affacciata sul suo parco. E’ una città che vive del vantaggio di avere il parco attaccato, ma è anche una città che ha creato tutte le facilities che determina una simbiosi con il parco di Richmond.
Questa politica non solo ha rivalutato Richmond che non era un quartiere molto appetibile e oggi invece lo è, ma tutto attorno è sorta un’attività commerciale incredibile, che vive del fatto che i londinesi vanno a fare la passeggiata al loro Parco.
Villasanta potrebbe essere questo, anche per esempio per i cittadini milanesi. Villasanta dovrebbe avere tutto il necessario per un grande accesso al Parco di Monza (ciclabili, commercio, parcheggi). E anche qui ci sono già delle colpe dell’attuale maggioranza.
Un esempio: Sergio Zappa, alla mia epoche, si battè per costruire il parcheggio sotterraneo su via Ada Negri. Poi è stato costruito il piano superiore, per cui oggi invece di vedere il parco si vedono prima le auto. Allora qui qualcosa non funziona.
Di Piazza Europa cosa si può dire?! Ma si doveva rifare tutto in quel modo?! Io capisco che c’erano dei problemi relativi all’impianto idrico, ma si va a spendere tutta quella cifra per il suo totale rifacimento?! Aveva già una sua dignità che andava arricchita. Ma oggi la si è resa un’isola di calore, di fatto è un parcheggio. Andava arricchita di parte arborea e andavano sistemati i problemi. Ma signori, c’erano altre priorità. Non si potevano spendere quei soldi da qualche altra parte?
Ecco quindi che, in conclusione, cerca di delineare la sua esperienza rispetto alla politica di oggi.
Se si cerca solo la popolarità, questo è il grande male del nostro Paese Italia. Oggi, il grande successo nasce da fare cose che tutti vogliono e che però alcune volte sono cose da non fare. Bisogna avere ogni tanto il coraggio di non fare.
Invito i cittadini villasantesi ad avere una maggiore attenzione a ciò che viene fatto e a non farsi condizionare da delle chimere o da gente che cerca solo la popolarità o l’accondiscendenza verso la maggioranza. Dovete assecondare anche chi ha il coraggio di fare delle azioni importanti, capendo che queste persone agiscono perché cercano di vedere un futuro in quelle cose. Il cittadino può non vederle perché magari non ha tutti gli strumenti, ma bisogna capire di premiare chi ha il coraggio di fare le cose e farle fino in fondo, perché pensano di fare delle cose per avere in futuro un reale valore.
E alle prossime elezioni cosa dovrebbe fare il centrosinistra?
Non vorrei che questa intervista possa sembrare un attacco alla lista Cittadini per Villasanta. Ma la mia amarezza è l’amarezza di chi vede un sogno che non si è completamente realizzato, di chi spera che una cosa iniziata con lui possa proseguire magari migliorandola. Ma questo, mi spiace dirlo, non è successo.
L’altra cosa, è che purtroppo la mia amarezza nasce dal fatto che in questa tenzone elettorale se dovesse vincere il centrodestra l’amarezza diventa ancora maggiore. Non si tratta a mio avviso di una destra liberale. Sento un continuo richiamo al Privato, che non è tenuto a fare gli interessi della comunità. Una buona amministrazione deve trovare con il Privato per trovare una via che concili le sue esigenze con un interesse comune. Allora io temo che la destra non farà questo, ma agirà come fa a livello nazionale.
Quindi, ecco l’amarezza di vedere una Lista che oggi di fatto sta evaporando. Il centrosinistra in questo scenario dovrebbe cercare di ritrovare l’unità. Non dovrebbe più avere quella conflittualità che si è creata anche e soprattutto internamente e ricreare un clima interno e con tutte le realtà villasantesi. Ho sapute con grande amarezza delle diatribe con la Speranza. Si deve sgomberare il campo, ritrovare unità, trovare un candidato condiviso e trovare unità totale.
Oggi dovrebbe voltare completamente pagina.
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