Regolamento di igiene locale violato, inquinamento acustico, norme anticendio non rispettate. Per l’azienda che produce pneumatici non esiste solo la puzza. E c’è anche chi, nel luglio del 2018, non ha nemmeno potuto godere di un po’ di brezza di aria fresca prima di lasciare questo mondo, costretto a letto con le finestre serrate. Perché, se il disagio è così evidente, non è possibile trovare una via di dialogo per far convivere l’azienda e i residenti del quartiere?
Prosegue con l’ultima puntata (a questo link le altre due) la descrizione della vicenda legata alla Tagliabue Gomme, l’azienda che ha una sede a Villasanta e che crea così tanto disagio agli abitanti che vivono nei dintorni a causa del inquinamento olfattivo provocato dai pneumatici accatastati all’aperto.
LA STRATEGIA DI ELUDERE REGOLAMENTI E NORME
Grazie agli accertamenti effettuati dai componenti di Cambiamo Aria di concerto con tecnici in materia e all’avvocato Emanuela Beacco, esperta in Diritto Amministrativo, Diritto Urbanistico ed Ambientale, si è riusciti ad identificare una violazione relativa al Regolamento Locale di Igiene in tema di superficie drenante e filtrante (art. 3.2.3).

Tale regolamento impone per gli insediamenti produttivi e commerciali almeno il 15% di superficie filtrante e verde profondo. Gli scopi sono diversi: mantenere un equilibrio idrogeologico del territorio, garantire un drenaggio diffuso e contenere l’impatto sull’ambiente dovuto alla progressiva impermeabilizzazione del terreno.
La violazione in sé riguardava l’intera area verde filtrante utilizzata come deposito di gomme. L’elusione delle norme c’è, se si pensa anche che queste aree rientrano nella Rete Ecologica Comunale (art. 43 della NTA del PGT).
ANNI DI LOTTA DEL COMITATO: ECCO ALCUNE VITTORIE
Dopo la richiesta di verifica di tali presunte violazioni inviata all’Amministrazione Comunale, Tagliabue Gomme pare non abbia più depositato le gomme sulle aree adibite a prato. Questo ha fatto, in parte, ridimensionare la portata del deposito all’aperto.
A seguito di ripetute segnalazioni di sosta di TIR in via Lamarmora, è stato apposto un divieto di accesso ai mezzi pesanti, anche se il divieto non sarà sempre rispettato.
Sicuramente l’impianto antincendio attuale del sito è di gran lunga migliorato rispetto alla prima installazione dello stesso che, precedentemente agli esposti del Comitato Cittadino, era assolutamente inefficace in proporzione alla portata di materiale depositato. Anche se, ad oggi, non esistono rassicurazioni scritte da parte degli organi preposti a produrre tali certificazioni a tal riguardo.
L’INQUINAMENTO ACUSTICO: PER TAGLIABUE VA TUTTO BENE
Alcuni componenti di Cambiamo Aria, me compresa, nel settembre 2019, hanno effettuato un esposto al Comune di presunto inquinamento acustico per lavori notturni.
Ad ottobre il Comune ha invitato la società a verificare i livelli di rumorosità dell’attività svolta. Dopo poco, la stessa società, con una perizia di parte datata 15/10/2019, asserisce che non esistono presupposti di inquinamento acustico.
Il 12 novembre il Comune ha invitato ARPA ad effettuare rilievi fonometrici per verificare gli effettivi livelli di rumorosità in parola. Nel frattempo, dilaga la Pandemia da Covid e tutto si rallenta.
Il Comitato, nell’estate del 2020, ha ripetutamente sollecitato l’Ufficio Ecologia del Comune di Villasanta per ottenere una risposta da ARPA. In assenza di replica, ha deciso di prendere in mano la situazione parlando direttamente con il funzionario dell’Agenzia Regionale.
Grazie ad una richiesta di accesso agli atti del 2/7/2020 da parte del Consigliere di minoranza, Antonio Cambiaghi, il 13 luglio è emerso che L’Ente Comunale non ha emesso autorizzazioni per lavori notturni nei confronti della Tagliabue.
I RILIEVI DI ARPA: SUPERATI I LIMITI DI LEGGE
Dopo ripetuti rimbalzi di responsabilità in merito alle tempistiche dei rilievi,il 29 ottobre 2020 il Comune di Villasanta invita ARPA ad effettuare le misurazioni direttamente presso le abitazioni interessate. Dopo un accordo diretto con i residenti, il 20 novembre vengono effettuati i rilievi nelle abitazioni private.

Il 12 novembre ARPA invia relazione al Comune: di notte i decibel provenienti dai piazzali di stoccaggio dell’azienda per la movimentazione dei carichi superano i limiti di legge e attestando il superamento del valore limite differenziale di immissione a finestre aperte, per il periodo notturno.
La richiesta di accesso agli atti per ottenere di poter avere una copia della relazione dell’Ente Regionale è stata un po’ tortuosa, con scenari poco piacevoli, ma scelgo di risparmiarvi il racconto di questa trafila. L’ARPA ha anche provveduto a segnalare presso la Procura della Repubblica un esposto per ipotesi di reato a carico della Tagliabue.
L’esito felice, se così vogliamo definirlo, è l’ottenimento di un po’ di pace per qualche ora di notte che l’azienda è costretta a rispettare, dietro un’Ordinanza di bonifica acustica, uscita in seguito alla relazione di ARPA.
LA SITUAZIONE ATTUALE
L’immagine dell’azienda ordinata, con un piazzale privo di pneumatici, presentata sul sito web della Tagliabue Gomme è sicuramente stata creata ad hoc. Basta passare in via Sanzio e in via Dante. Pare che il rispetto della superficie drenante e filtrante venga rispettata anche se sarebbe opportuno verificare l’osservanza delle norme in tal senso, per evitare spiacevoli equivoci.

Meno rumori, dopo l’ordinanza e dopo la dichiarazione di Arpa di inquinamento acustico (ma comunque i lavori si fermano solo per poche a notte fonda, nell’arco delle 24 ore)
Una foto del piazzale di via Petrarca scattata a giugno 2022, ed ancora attuale, evidenzia una massiccia presenza di gomme accatastate all’aperto che, ad occhio, non sembrano molto in linea con le normative anti incendio, ma al momento non è ben chiara quale sia la posizione dell’azienda su questo fronte, per cui non ci sono rassicurazioni in tal senso.
Ci si domanda poi (e lo domandiamo alle autorità preposte) se le continuino ad essere emesse sanzioni provenienti dagli uffici dei Vigili del Fuoco o della Polizia Locale per inquinamento acustico, per il sistema anticendio, o per inquinamento olfattivo. In merito a ques’ultima problematica, siamo ancora in attesa dell’esito dei rilievi che ATS ha chiesto ad Arpa e che, con l’inizio della pandemia, sono probabilmente finiti nel dimenticatoio. Il fatto certo è che non esistono notizie aggiornate a riguardo e questo non è un buon presagio.
UN DISAGIO EVIDENTE A TUTTI, PERCHE’ NON SI RIESCE A TROVARE UN COMPROMESSO?
Avrei voluto specificare tutti i passaggi burocratici e le attività sostenute dal Comitato Cambiamo Aria, ma sarebbe rimasto uno sterile elenco che non avrebbe reso l’idea dell’effettivo vissuto nelle zone interessate dalle problematiche qui elencate.
Indicare, ad esempio, l’elenco di tutti gli interventi richiesti all’ATS, alla Codacons, ai Vigili del Fuoco, ad Arpa, le richieste di atti presentate al Comune di Villasanta ai VVF, ad ATS e a tutti gli enti interessati alla questione. Gli incontri con i rappresentati dell’Amministrazione locale, incontri con i Vigili del fuoco a Milano, l’attività in collaborazione con avvocati specializzati in diritto amministrativo, nonché di altri esperti e tecnici del settore ambientale. L’organizzazione per la serata cittadina per sensibilizzate tutti gli abitanti del territorio e via dicendo, non avrebbe reso l’idea del disagio vissuto dagli abitanti.
Ad esempio, non avrebbe messo in risalto il dolore vissuto da M.C., la cui abitazione si trovava a ridosso del sito. La stessa ha visto trascorrere gli ultimi giorni della sua vita a luglio 2018 con le finestre chiuse per non far impregnare la propria casa dall’odore nauseabondo di gomma amplificato dalle alte temperature estive e per non essere costretta ad ascoltare i rumori provenienti dalle movimentazioni di carico e scarico della ditta.
Altri, invece, sono costretti a vivere senza poter godere nel proprio giardino o terrazzo per non respirare un’aria malsana pregna di odore acido e tagliente, che brucia le vie aeree e per non essere invaso dalle zanzare anche solo per qualche minuto di sosta all’aperto, come se si vivesse in una palude.

Si diventa dipendenti dalle attività di altri a casa propria. Oltre ai fastidi e alle privazioni, questa sensazione di non essere liberi è veramente molto difficile da accettare.
Acquistare casa a Villasanta non è certo così facile, visti i prezzi immobiliari allineati a quelli di una città come Monza. I sacrifici per potersi permettere di sostenere tutto non sono certo pochi, per poi non essere neppure liberi di poter aprire le finestre. Una situazione davvero pesante.
Qualche membro del comitato si è trovato purtroppo costretto a dover cambiare casa e altri stanno vendendo la propria abitazione perché, oltre ai forti odori molesti e alla moltiplicata proliferazione di zanzare, anche i continui rumori dati dalla movimentazione dei carichi senza sosta giorno e notte non concede tregua nemmeno per dormire serenamente.
QUALCHE ESEMPIO
Il continuo andirivieni di mezzi pesanti nel quartiere residenziale per il trasporto e consegna di pneumatici non è da sottovalutare perché crea un intenso traffico, aumento di disagio. Molti camionisti restano fermi per ore con i motori accesi sia in estate che in inverno per potersi assicurare di avere fresco o, caldo a sufficienza nell’attesa di poter entrare nell’azienda. Questi effettuano manovre pericolose in retromarcia con dei grandi bilici in vie senza uscita, come ad esempio, in via Beretta.
In ultimo, la questione più spinosa su tutte, l’elevato rischio di incendio causato dalla mancanza di rispetto delle normative sulla sicurezza con eventualità di conseguente rischio di inquinamento ambientale, che potrebbe essere esistente ancora oggi. I membri di Cambiamo aria sono stati solo rassicurati per quanto concerne l’attuale rispetto delle norme sulla sicurezza incendi, ma nessuno ha voluto fornirci nero su bianco i documenti che attestano il rispetto di queste regole. Si vive ogni giorno sperando nella buona sorte.
I muri di gomme continuano a crescere giorno dopo giorno sotto gli occhi dei passanti e dei residenti con un danno di immagine per la città e gli assets immobiliari, regalando una sensazione di degrado a chi entra da questa parte del paese.
È chiaro ed evidente che la qualità dell’ambiente urbano a Villasanta non è attualmente una delle migliori e che qualcosa non ha funzionato qui e ancora non funziona per quel che concerne una urbanizzazione inclusiva, soprattutto relativamente al benessere sociosanitario.

I TANTI SE CHE NON TROVANO RISPOSTA DA OLTRE OTTO ANNI
Lo sviluppo di un territorio non si misura solo dal punto di vista della crescita economica, bensì anche con altri indicatori che non attengono solo alla sfera del reddito, ma anche alla misurazione del benessere sotto diversi aspetti.
Se fin dal principio fossero state adottate azioni più mirate. Se gli abitanti di Villasanta si fossero sentiti appoggiati, ascoltati e non boicottati, probabilmente oggi nessuno dovrebbe denunciare la mancanza di sensibilità non solo della Tagliabue, che evidentemente è attenta a percorrere la propria strada senza considerare gli effetti collaterali del proprio operato, ma anche da parte di chi, per la natura della propria carica, dovrebbe essere al servizio dei residenti.
L’operato della Pubblica Amministrazione si valuta soprattutto attraverso il modo in cui gestiscono le politiche pubbliche sul territorio.
Brava il ticotdo del comitato evdivho di è nattito per risolvere il problema va ticordato.