Le gomme stoccate all'aperto della tagliabue a san fiorano

Tagliabue gomme: quando si decide di non decidere

Green e Sostenibilità, Senza categoria By Ott 11, 2023

Dal 2018 il Comitato cittadino “Cambiamo Aria” è in campo a suon di carte bollate per far rispettare la legge. Quali sono i rischi e i disagi? Incendi, forti odori, proliferazione di zanzare, nonché rischi per la salute di tutti i cittadini. Nonostante le rassicurazioni, dall’amministrazione non sono mai arrivate risposte concrete che riuscissero a far convivere le due realtà: un’azienda che crea posti di lavoro e che rende il tessuto produttivo locale più ricco, e il diritto degli abitanti del quartiere ad aprire le finestre.

PRIMA PUNTATA

Ho fatto fatica a trovare un incipit per scrivere questo articolo, perché sono così mentalmente esausta, che questo stato d’animo fa tabula rasa anche delle intenzioni e dei pensieri.

Forse, questa potrà sembrare ai più una manifestazione eccessiva per cui, mi faccio forza e provo a raccontarvi il motivo della mia frustrazione facendo una breve narrazione del disagio sofferto dagli abitanti del quartiere di San Fiorano dovuto alla moltiplicata proliferazione di zanzare, cattivo odore, inquinamento acustico proveniente dalla Ditta Tagliabue Gomme, unitamente al pericolo di incendio per tutta la comunità.

Quest’ultimo rappresenta un grosso rischio ambientale anche per il Parco di Monza, distante solo poche centinaia di metri. Tale pericolo è probabilmente ancora concretamente esistente e derivante dalla mancanza di rispetto delle norme da parte della Tagliabue Gomme stessa. Come spiegherò più avanti, ad oggi nessuno ha fornito nero su bianco la certezza che tale pericolo non esista più.

Spero che, la mia narrazione, possa fornire un’idea del contesto descritto e di cosa significhi convivere accanto a questa azienda.

LA TESTIMONIANZA DEI RESIDENTI

Sono ormai note, agli abitanti del territorio e non solo, le modalità con le quali l’azienda su citata effettua lo stoccaggio degli pneumatici sotto al sole e alle intemperie. Vi riporto alcune considerazioni dei residenti e di conoscenti raccolte qualche mese fa:

«Entrare in Villasanta dalla parte dell’area ex Delchi, nelle giornate grigie invernali dà impressione di essere nell’estrema periferia di qualche cittadina post industriale sovietica…» dice F. N.

V. F. afferma che la situazione legata ai rumori molesti è un po’ migliorata, ma l’azienda lavora comunque ancora di notte. «Hanno persino installato delle luci da ‘stadio’! ». Riferisce sorridendo, per sdrammatizzare.

«I piazzali non si sono più riempiti completamente di pneumatici come l’anno scorso e negli anni precedenti, ma permangono mucchi di gomme all’aperto, la puzza con il caldo comincia ad intensificarsi e anche le zanzare non ci danno tregua!» L. S.

«Tu abiti dietro alla Tagliabue Gomme? Ma come fai a vivere?» Mi domanda Grazia di Casatenovo, che incontro spesso a lavoro.

«Basta provare a percorrere qualche metro dell’inizio di via Petrarca per rendersi conto di quale odore riluttante si sprigiona dal piazzale dove sono depositati i copertoni. E di come sia fastidioso correre lungo via Sanzio o via Lamarmora con l’odore nauseabondo di gomma nelle narici» M. T.

«Ho comprato casa a San Fiorano prima che la Tagliabue si trasferisse nei magazzini di via Dante. Oggi vivo nel terrore che un incendio possa farmi perdere tutto quello che ho costruito in questi anni.» G. M.

«Sono stato dal Sindaco qualche mese fa facendo un casino e chiedendogli che questo schifo deve finire e mi ha risposto di avere ancora un po’ di pazienza e che stanno cercando di sistemare le cose» L. T.

Ma andiamo per gradi e ripercorriamo assieme i fatti salienti del caso che mi ha visto coinvolta in prima persona, fino ad oggi.

LE VICENDE SALIENTI

Tagliabue Gomme Gross è uno dei più grandi distributori italiani di pneumatici e un punto di riferimento del settore in Italia.

La ditta si trasferisce a Villasanta nel 2011, prendendo in leasing dalla BCC le strutture di via Dante e dal 2015 inizia a stoccare una massiccia quantità di gomme all’aperto fino ad arrivare al 2017, quando ha iniziato a depositarne su tutto il piazzale dell’azienda, persino sul prato, aumentando di anno in anno il numero di copertoni accatastati all’aperto.

La mia famiglia, sin dal 24 novembre 2017, ha effettuato le opportune segnalazioni presso l’amministrazione comunale lamentando problematiche relative agli odori mozzafiato oltre alle molestie acustiche, al rischio di incendio e l’alta presenza di zanzare, dovuta alla stagnazione dell’acqua negli penumatici nei luoghi di stoccaggio. Le aree interessate all’epoca erano quelle di via Sanzio, via Dante, via Lamarmora, Via Beretta e l’inizio di viale Risorgimento.

Io e mio marito abbiamo personalmente avuto un incontro con l’Assessore all’Ambiente e all’Ecologia, Gabriella Garatti, il Sindaco Luca Ornago e il Funzionario del settore Urbanistica ed Edilizia privata, Dott. Davide Teruzzi.

Quest’ultimo avrebbe dovuto fornirci risposte in merito alla sicurezza legata alla normativa anti incendio e sulla regolarità dello stoccaggio all’aperto di copertoni, ma nonostante qualche nostra e-mail di sollecito, non abbiamo più avuto alcuna risposta.

La foto (2019) mostra il piazzale di Via Petrarca dell’Azienda Tagliabue ed evidenzia la vicinanza delle abitazioni al sito

Mentre l’Assessore Garatti aveva garantito che sarebbe andata in fondo alla questione e avrebbe fornito un riscontro in breve tempo riguardo al motivo della segnalazione, ma nulla di tutto ciò è accaduto nonostante qualche altro nostro sollecito. Lo stile di sopire le questioni spinose, d’altronde, è sempre stata una caratteristica stilistica di questa amministrazione comunale.

Nel frattempo, nel 2018, il problema si allarga a macchia d’olio, interessando anche tutta la Via Petrarca e con vento a favore, l’intera comunità. Nello stesso anno la Tagliabue Gross S.r.l. infatti, ottiene in leasing le aree dell’Ex Delchi/Carrier di via Petrarca, raddoppiando la propria portata di stoccaggio. Questo rende le molestie olfattive ancor più forti e inasprisce le polemiche dei cittadini, che subiscono il notevole disagio in quanto, le abitazioni residenziali distano solo pochi metri dal sito.

LA NASCITA DEL COMITATO CITTADINO

I cittadini, molto preoccupati e in posizione di protesta, nel 2018 si uniscono e formano il Comitato, “Cambiamo Aria.

Gli scopi del comitato sono: la salvaguardia della salubrità dell’aria domestica del territorio in cui opera, adoperarsi per azioni incisive e tempestive a tutela della qualità della vita, nonché della sicurezza e della salute dei cittadini del proprio Comune, garantire e migliorare in generale le condizioni ambientali delle aree residenziali del territorio.

Grazie a questo sodalizio, con non poca fatica, si riesce finalmente ad ottenere l’attenzione delle istituzioni sulla grave problematica.

In una delle prime note del nascente Comitato, si legge come già nel 12 agosto 2018 vi sia stata una “comunicazione di privati cittadini tramite PEC ad ARPA, Vigili del Fuoco, ATS e Comune, segnalando odori nauseabondi, rischio incendio e proliferazione zanzare, nonché, in seguito a quanto rilevato da accertamenti, la visura catastale indica che l’attività svolta dalla Tagliabue è di tipo industriale mentre l’attività realmente svolta è di tipo commerciale”. Chiedono lumi sulla posizione dell’azienda dal punto di vista amministrativo/organizzativo. In sostanza, considerato con in quel sito non si producono gomme, non può essere considerato industriale, ma commerciale. Questo significherebbe pagare molte più tasse.

A seguito di questa PEC, l’Agenzia Regionale per la protezione dell’ambiente chiede un accertamento specifico al Comune e salta fuori che, per l’attività di Tagliabue nella nuova area in Via Petrarca, non esiste SCIA di inizio attività. In sostanza, non hanno mai chiesto il permesso per allargarsi e poter lavorare lì.

Nelle prossime settimane pubblicheremo la seconda e la terza parte, nelle quali si descriveranno le posizioni delle istituzioni e le azioni del Comitato e si descriverà la situazione attuale

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