Prima puntata del Giallo dell’estate scritto da ChatGPT e ambientato nell’area Nord di Villasanta: il commissario De Luca sarà in grado di svelare l’enigma?
Era una giornata afosa d’estate quando il commissario Victor De Luca si trovò di fronte all’ecomostro di Villasanta. Aveva una laurea in architettura e per qualche tempo aveva portato avanti la professione. Aveva avuto anche una breve esperienza come urbanista della sua città, ma improvvisamente, una decina di anni fa, aveva deciso di cambiare vita, sorprendendo tutti.
L’ecomostro era una costruzione dallo stile futuristico che si ergeva come una gigantesca e inquietante sagoma tra le colline verdi della Brianza. Le pareti di mattoni rossi, ormai sporche e consumate dalla lunga esposizione al tempo e agli eventi atmosferici, riflettevano una luce debole e tetra, mentre l’erba selvatica cresceva libera intorno al suo perimetro.
De Luca era ormai abituato a indagare su omicidi e crimini di ogni genere, ma questa volta si trovava davanti a qualcosa di diverso. Quella era la sua città, la conosceva nel profondo, conosceva i suoi abitanti, sapeva come interpretare il tessuto culturale di quella gente a cui anche lui aveva appertanuto.
L’ecomostro era stato un progetto ambizioso, un tentativo di creare un edificio all’avanguardia che garantisse servizi di alta qualità alla cittadina brianzola. Doveva diventare un albergo che ospitasse persone da tutto il mondo per i Gran Premi di Fomula 1, le gare internazionali di golf, insomma, un pubblico capace di un certo livello di spesa. L’indotto sarebbe stato eccezionale per tutta la città: ristoranti, negozi di livello.
Invece si è trasformato in un simbolo di abbandono e decadenza. Da anni era lasciato a se stesso, un rifugio per senzatetto e malintenzionati, un luogo in cui si consumavano affari loschi e dove la legge non aveva mai messo piede. Topi e serpenti proliferano tutt’ora tra quelle mura, e assaltano anche gli appartamenti dei condomini vicini, costretti a subire inermi il frutto di questo abbandono di decenni.
Ma i topi non erano evidentemente gli unici inquilini. Mentre De Luca si avvicinava con cautela, una figura emergente dal buio lo fece rabbrividire. Era una donna, vestita di stracci e con un’aria di smarrimento negli occhi. “Commissario, finalmente siete arrivato”, disse la donna con voce flebile. “C’è qualcosa di terribile che accade qui dentro. Deve fermarlo.”
De Luca si avvicinò ancora di più, osservando attentamente la donna. Era in carne e sporca, ma il suo sguardo era lucido. “Chi sei? Cosa sta succedendo qui?”
La donna si avvicinò, sussurrando: “Mi chiamo Giulia. Sono stata costretta a vivere qui dentro da quando il mio fidanzato, Antonio Castelli, è scomparso. Tutto è iniziato quando ha scoperto qualcosa di losco che stava accadendo all’interno dell’ecomostro. Ha raccolto delle prove e poi… è sparito nel nulla.”
Giulia si era trasferita da poco in città, aveva un fidanzato e una figlia. Veniva dalla metropoli, ma quando è nata la bambina aveva deciso di fare qualche sacrificio, ma di far crescere la bimba in un luogo più sano, più famigliare. Era una manager, ma aveva fatto anche la giornalista, per cui occuparsi della cronaca locale era nel suo Dna. Così aveva cominciato ad impicciarsi degli affari locali e a portare a galla questioni che da anni venivano sommerse nei meandri della burocrazia.
Appena la vide De Luca annuì, comprensivo. Aveva sentito parlare delle attività illegali che si svolgevano tra le mura di quell’edificio abbandonato, ma ora sembrava che ci fosse qualcosa di più sinistro dietro tutto ciò.
“Investigherò su questa faccenda, Giulia”, disse De Luca, con voce ferma. “Ma ho bisogno di sapere tutto quello che sai. Mi servono tutte le informazioni che il tuo fidanzato ha raccolto.”
Giulia si morse il labbro, esitante. “Sono spaventata, commissario. Ho visto cose terribili, gente senza scrupoli che fa affari sporchi qui dentro. Non so se posso fidarmi di lei.”
De Luca posò una mano sulla spalla di Giulia. “Giulia, ti capisco. Ma se vogliamo fermare queste persone, dobbiamo agire insieme. Non lasciare che il terrore prenda il sopravvento.”
La donna annuì, capendo che il commissario aveva ragione. Insieme iniziarono a raccogliere tutte le informazioni che Giulia poteva offrire, cercando di ricostruire il puzzle oscuro che si nascondeva dietro le mura dell’ecomostro di Villasanta.
De Luca si sarebbe presto reso conto che la verità era ancora più sconcertante di quanto si sarebbe mai potuto aspettare. Dietro le attività illegali si nascondeva un’organizzazione criminale di proporzioni enormi, pronta a tutto pur di proteggere i suoi segreti.
Per far emergere la rete di corruzione che si annidava all’interno dell’ecomostro, sarebbero serviti tutto il suo intuito e perseveranza.
De Luca si allontanò, con la consapevolezza che il male può nascondersi ovunque, anche in luoghi che inizialmente sembrano il simbolo di un futuro migliore. E lui, il commissario, era determinato a lottare contro l’oscurità, ovunque essa si nascondesse.
TO BE CONTINUED…
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