Lombarda petroli scontro ideologico da 30 anni

Lombarda petroli: uno scontro ideologico che crea immobilismo da 30 anni

Lombarda Petroli e Ecomostro By Lug 14, 2023

Domande alle forze politiche a cui non verrà mai data risposta. Dopo più di tre decenni ancora nessuna soluzione e anno dopo anno la situazione va via via complicandosi: disastri ambientali, fallimenti, scontri politici. Intanto il terreno resta inquinato e inagibile. Qui si propone invece un diverso approccio.

E’ difficile cercare di scrivere un resoconto commentato rispetto al Consiglio Comunale dedicato alla vicenda della Lombarda Petroli che il centrodestra ha chiesto in via straordinaria il 10 luglio 2023. E’ difficile perché si sovrappongo diversi piani, sia narrativi, sia storici, sia lessicali e durante la serata il gioco tra maggioranza e opposizione non ha aiutato a fare chiarezza.

LA BONIFICA AVVERRA’ SOLO QUANDO SI SAPRA’ COSA SI VUOLE FARE DELL’AREA

Quindi partiremo dalla fine, cioè da un commento, che vuole essere un po’ una sintesi del perché ci ritroviamo ancora al punto di partenza, nonostante un disastro ecologico avvenuto 13 anni fa e l’opportunità di un terreno che poteva essere una risorsa importante per tutto il territorio, se sfruttato correttamente. Sono passati 30 anni dalla chiusura della raffineria.

L’area della Lombarda Petroli confrontata con le dimensioni del centro storico di Villasanta

Se non si dice cosa si vuol fare in quel terreno, non si troverà mai una soluzione. La priorità è sicuramente la bonifica, ma pragmaticamente avverrà solo quando si deciderà cosa si vuole fare su quel terreno: un parco? Ma come e chi lo paga. Un polo scolastico? Un polo logistico? Un campus sportivo? Residenze convenzionate? Un nuovo quartiere residenziale?

Questo sforzo negli anni ’90 le giunte di Ebra e Fontana lo avevano fatto. Le schede di indirizzo progettuale avevano il merito almeno di prefigurare lo scenario urbanistico in trasformazione, sul quale maggioranza e opposizione potevano confrontarsi e su cui si poteva ragionare su una nuova idea di città. Questo approccio avrebbe dovuto dare il via ad una fase progettuale che definisse cosa si voleva fare di quel luogo, ma chi è arrivato dopo non ha avuto la forza o il coraggio di andare avanti.

I FATTI

Cercheremo di essere schematici. In ballo ci sono il Piano del Governo del Territorio (PGT), la bonifica e i fondi del Pnrr. Poi ci sono: un curatore fallimentare nominato dal Tribunale, quindi dallo Stato, e l’Amministrazione comunale, in questo caso la Giunta Ornago.

Premessa: il proprietario ad oggi di fatto non esiste, perché è fallito e il terreno è stato riconosciuto dalla legge come un “sito orfano”, cioè un luogo che necessita di bonifica, ma non essendoci un reale proprietario che può farla perché è fallito, allora è lo Stato che se ne deve incaricare.

La cronologia degli ultimi anni è più o meno questa, ovviamente sommarie e semplificate, ma cerchiamo di capirci:

  • 2017 – La Lombarda Petroli dichiara fallimento e viene incaricato un curatore fallimentare per liquidare i creditori attraverso la vendita dei terreni. Chi acquisirà l’area avrà anche l’obbligo della bonifica
  • 2019 – L’amministrazione Ornago approva il PGT che prevede che il 55% delle aree saranno destinate a Parco.

Quindi da quel momento il PGT, quello in vigore ancora oggi, di fatto rende la vendita molto più difficile, perché se ben più della metà del terreno non può essere sfruttata, nessuno avrà mai un interesse nel comprare l’area. Andiamo avanti, perché sulla base di questo presupposto, poi la vicenda si complica notevolmente e di fatto si blocca:

  • 2020 – il curatore fallimentare ricorre al Tar per chiedere l’illegittimità del PGT. La legge impone un minino di 10% di aree standard, ma non definisce un massimo. Per la curatela, quasi il 55% è troppo.
  • 2021 – il Tar rigetta il ricorso, ma ne accoglie una parte, quella fondamentale in cui dice che effettivamente destinare tutta quella porzione di terreno a Parco è un po’ troppo e forse non è nemmeno così giustificato.
  • 2021/2022 – Il Comune fa ricorso in appello, il Consiglio di Stato rimanda la questione alla Corte Costituzionale per un possibile conflitto con una legge regionale, ma secondo la Corte non c’è alcun conflitto e infine rimanda la questione al Consiglio di Stato.
  • Oggi – Il Consiglio di Stato si dovrà pronunciare e confermare la sentenza del Tar, oppure ribaltare la situazione. Si vedrà, anche se questo è un punto fondamentale.
  • Ottobre 2022 – a seguito della pandemia e dell’adozione da parte del Piano nazionale di Ripresa e Relienza, Regione Lombardia ottiene destina a Villasanta fondi necessari per parte della bonifica. Il fatto che il terreno sia stato definito “sito orfano” consente alla Regione di assegnare 7 milioni di euro provenienti dal Pnrr, ma solo di quella parte che dovrebbe diventare parco, escludendo il Lotto E, pari a circa il 30% dei terreni.

IL CONSIGLIO COMUNALE DEL 10 LUGLIO 2023

La seduta del Consiglio Comunale del 10 luglio 2023

A questo punto all’improvviso il centro destra, risvegliatosi dal torpore di questi 9 anni grazie  al bacio del principe del Foro Giambattista Pini, chiede di fare chiarezza e presenta una mozione con la quale si chiede di diminuire le aree standard (quelle che vogliono destinare a parco), così da consentire alla curatela di vendere più facilmente i terreni e poter così bonificare tutto il terreno, non solo il Lotto previsto dai fondi del Pnrr.

Quindi, tornando al Consiglio Comunale, mentre il centrodestra batteva su “PGT e aree standard da diminuire”, la maggioranza rispondeva con “bonifica, bonifica, bonifica”, rivendicando la lungimiranza del PGT, approvato prima del Covid e quindi prima del Pnrr… nell’approvare il PGT forse sono stati anche così lungimiranti da essere veggenti? Avevano previsto pandemia e conseguenti fondi del Pnrr?!

In ultimo, il 17 luglio ci sarà un sopralluogo a cui parteciperanno il Comune e la curatela. Il Tribunale dovrà decidere se dare seguito alla richiesta dell’Amministrazione di accedere all’area e di dare seguito ai rilievi necessari per avviare i lavori di analisi e poi di bonifica. Se non ci sarà questo via libera, sarà difficile proseguire.

DOMANDE ALLE FORZE POLITICHE

Ecco quindi alcune domande, quindi, visto che siamo vicini alle elezioni. Al centro sinistra:

  • Se si riusciranno ad ottenere i fondi del Pnrr, cosa vorrete fare di quell’area? Chi costruirà il Parco? Con che denari? Chi lo manuterrà?
  • Cosa ne sarà del 30% delle aree rimanenti che dovranno essere anch’esse bonificate?
  • Avete un progetto che riguarda tutta l’area?  
  • Se il Consiglio di Stato dovesse confermare la sentenza del Tar, sarete pronti a mettere mano al PGT?
  • E a quel punto, cosa ne sarà dei fondi Pnrr?

Al centro destra:

  • Come vorreste modificare il PGT?
  • Cosa vorreste fare sui terreni della Lombarda?
  • Potete garantire che non diventerà un ennesimo quartiere dormitorio dato in mano a palazzinari, o un altro centro commerciale?

COSA PROPONIAMO

Ecco invece quello che noi vorremmo:

1. si decide cosa si vuole fare

2. come lo si vuole fare e con quali risorse economiche

3. lo si realizza sul serio (non come l’Area Feste o Villa Camperio), magari uscendo anche da quella dimensione provincialistica del “Ghe pensi mi”. Da istituti universitari del calibro del Politecnico o della Bicocca, studi di architettura e di design di fama mondiale, progetti europei siamo pieni nella nostra operosa Lombardia. Forse iniziare a guardare cosa fanno gli altri e come lo fanno ci potrebbe arricchire molto e, perché no, magari aiutarci anche a trovare una soluzione.

Lombarda petroli il Consigli partorisce un topolino

Il rischio è che limitandoci a puntare tutto sui fondi Pnrr si faccia la bonifica di una parte del terreno (quello delle cisterne, per intenderci, rimarrebbe fuori), ma senza un progetto si lascerà lo spazio completamente vuoto e incolto.

Se così sarà, probabilmente l’area avrà ancora meno attrattività per qual si voglia possibile acquirente di quanta poca già ne abbia oggi. Nella parte bonificata non ci si potrà costruire, e chi vorrà acquistare i terreni dovrà anche rimborsare i 7 milioni di euro per la bonifica arrivati dal Pnrr, a meno di cedere al pubblico la parte di parco.

Rischiamo quindi di perdere una grossa occasione di crescita per tutto il territorio. Non si potranno sfruttare spazi per servizi per la cittadinanza e per tutto il sistema economico locale.

LA CAMPAGNA ELETTORALE GIOCATA SULLE SPALLE DELLA LOMBARDA?

La campagna elettorale userà questa vicenda e la narrazione sarà molto probabilmente questa: da una parte ci saranno gli uomini del fare a tutti i costi nel nome del progresso di Villasanta, dall’altra ci saranno gli ambientalisti a tutti i costi che vogliono bonificare l’area per destinarla a parco per la salute di tutti. Questo approccio ingessa qualsiasi prospettiva di trasformazione.

A noi questa contrapposizione sembra fasulla e un po’ caricaturale. Fedele alle stereotipate posture ideologiche di riferimento, a livello nazionale, in realtà questo atteggiamento mal cela una sconcertante mancanza di visione e un’afasia progettuale.

Entrambi gli schieramenti sembrano incapaci di assumersi la responsabilità del grande progetto urbano che l’area si merita, cosa farne, come progettarla, quali servizi collettivi ubicarci, realizzarla pedonale? Quale verde metterci? etc etc.

In realtà, la situazione è desolante, la nostra classe politica non ha neanche capito, negli ultimi dieci anni, che aveva da progettare un enorme quartiere e che questa occasione doveva essere l’occasione per ripensare tutto il paese.

LA RICERCA DEL DIALOGO

Come tradizione vuole, ci si occupa solo di quantità e non di qualità dei fatti urbani. Se la vicenda in 30 anni ancora non ha visto una soluzione, anzi, nell’arco dei decenni si è complicata sempre di più, è perché è estremamente complessa, certo.

Ma solo sedendosi ad un tavolo, dialogando, scevri da ogni veste politica di destra e di sinistra, e da ogni ideologia simil ambientalista o simil progressista, si potrà dare un indirizzo ad una progettualità chiara e condivisa. Forse sarebbe davvero opportuno addivenire a una progettazione condivisa, almeno in alcuni aspetti.

Perché è questa la domanda a cui non si può più non rispondere: cosa ci vogliamo fare sui terreni della Lombarda Petroli? Nessuno ha le palle per rispondere a questo semplice quesito che forse è l’unica cosa sensata a cui si dovrebbe dare risposta, prima di tutto il resto.

Noi siamo l’unica forza che ha il coraggio di dire che bisogna partire dal progetto, che potrà anche essere destinare il 100% di area al verde. Ma dobbiamo prima definire cosa vogliamo su quell’area. La bonifica sarà la conseguenza diretta. Senza il progetto, la bonifica non ci sarà mai.

Leggi anche “Lombarda petroli: il Consiglio partotorisce un topolino” di Andrea Trentini

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