Lombarda petroli il Consigli partorisce un topolino

Lombarda Petroli: il Consiglio Comunale partorisce un topolino

Lombarda Petroli e Ecomostro By Lug 12, 2023

L’opposizione presenta una mozione che chiede di cambiare il PGT, mozione respinta, tutti felici. Tranne il pubblico cittadino, che torna a casa ancora senza una soluzione. Non c’è visione, non c’è programmazione, e forse per quell’area ci vorrebbe il coraggio di coinvolgere anche soggetti esterni per capire prima di tutto cosa vogliamo che sia costruito.

Una politica miope e un’altra occasione persa per dare speranza ai cittadini di vedere rinascere una delle aree più interessanti della città. Non ci sono idee, progetti, sogni da regalare ai villasantesi sull’area della Lombarda Petroli.

L’unica cosa che l’Amministrazione propone è un grande parco con funzioni produttive-logistiche e commerciali su cui nessuno sarà interessato ad investire alle condizioni proposte dal Comune che, da PGT, vuole la maggior parte di questa zona dedicata a parco pubblico.

Rendendo quasi impossibile al Curatore fallimentare della Lombarda Petroli di trovare un compratore che acquisti l’area consentendo, con i relativi ricavi, di liquidare i creditori del fallimento e avviare uno sviluppo dell’area.

Non sembra che il Comune sia particolarmente interessato a trovare un compratore, imponendo queste condizioni restrittive.

CRONACA DI UNA SEDUTA DI CONSIGLIO: IL PARTO DI UN TOPOLINO

C’erano molte aspettative per il Consiglio comunale indetto per lunedì 10 luglio a seguito della mozione presentata dal centro destra, che chiedeva una ridefinizione del piano urbanistico per incoraggiare gli investimenti su questa area, ma l’Assemblea ha partorito un topolino. Nulla è cambiato: l’area resta con le medesime destinazioni e non c’è l’ombra di un progetto complessivo di sviluppo.

Il Consiglio Comunale nella seduta del 10 luglio 2023

L’opposizione carica le armi e prova ad andare all’attacco, ma alla fine fa il solletico all’amministrazione e il sindaco Luca Ornago che, contento di averla passata liscia in questo campo minato (dopo che su questa vicenda è arrivato ai ferri corti con la Curatela), alla fine ringrazia maggioranza e opposizione e tutti vanno a casa contenti: anche  il leader dell’opposizione. Massimo Casiraghi a fine Consiglio si ritiene soddisfatto di aver contribuito a chiarire questa vicenda.

L’unico che va a casa scontento è il pubblico presente in aula, o collegato via web, che va a letto con l’amaro in bocca, visto che non ha sentito parlare nemmeno di un progetto per il futuro della Lombarda Petroli.

LA BONIFICA E LE RISORSE DEL PNRR

L’unica “notizia” emersa, quasi sussurrata in coda al Consiglio, è che il Comune prenderà possesso dell’area il 17 luglio per dare inizio all’iter della bonifica di questo sito “orfano”, tra i più grandi (e finanziati) in Lombardia dal PNRR (7 milioni di euro).

Questa operazione ora è ritenuta necessaria e improrogabile per condurre le indagini ed aggiornamento dello stato di contaminazione per avviare l’intervento.

Il 70% dell’area dovrebbe essere interessata alla bonifica (lotti B, C, D). Resta escluso il lotto E, quello più vicino alla ferrovia accanto a via Edison e quello più problematico dato che ospita le vecchie cisterne.

Ma alla fine, in zona Cesarini, l’assessore al Bilancio Stefano Lidner tira fuori il coniglio dal cappello e propone di chiedere i fondi mancanti a Regione Lombardia.

IN ATTESA DELLA SENTENZA DEFINITIVA DEL CONSIGLIO DI STATO

Detto questo, siamo ancora in attesa della sentenza del Consiglio di Stato, la fine di un rimpallo tra il Tar e la Corte Costituzionale, in merito all’eccesso di richiesta di “aree standard” nel PGT (la previsione di aree che il privato deve concedere come oneri al Comune prima di costruire) da parte del Comune.

La richiesta dell’amministrazione è più del 55% della superficie della Lombarda (circa 90.000mtq su 157.000 di superficie complessive dell’area), mentre la legge consente un minimo del 10% di aree a standard per questo tipo di urbanizzazioni.

Questa sentenza potrebbe ulteriormente sparigliare le carte sul futuro dell’area, tra viale Monza (zona Rovagnati) e via Edison, una zona cuba circa il 6% dell’intera superficie di Villasanta.

Il progetto sulla Lombarda Petroli che la Curatela ha invito al sindaco e che non era mai stato reso pubblico

LA POSIZIONE DELLA GIUNTA

Per la cronaca, nella prima parte della serata i consiglieri e i presenti hanno potuto ascoltare dal giovane assessore all’Urbanistica, il trentenne Carlo Somani (che però prima di intervenire ci tiene a dire, vista la delicatezza dell’argomento: “molti mi dicono che sono giovane, ma ho più capelli bianchi io di….”), tutta la storia della vicenda Lombarda Petroli, fatta di sentenze e carte bollate, che invero poche volte era stata presentata nei dettagli in Consiglio comunale.

L’assessore proietta anche l’immagine di un progetto che era stato presentato in Comune, via Pec, da parte dell’architetto della Curatela (e di cui i consiglieri non erano stati informati) tenendo a precisare che era stato tenuto nel cassetto perché “non era poi stato presentato nell’ambito del PGT”. Il progetto prevedeva, tra le altre destinazioni, un insediamento produttivo aggiuntivo di 43.000 metri quadrati.

Quello che emerge è l’incapacità (o la non volontà) nel trovare una soluzione nell’ambito in cui tutti i Comuni si stanno muovendo e cioè quello della collaborazione pubblico-privato che può solo portare soluzioni a vantaggio della Comunità, lasciando da parte contenuti ideologici che portano all’immobilismo. In fondo, la riforma del vecchio PRG (Piano regolatore generale) nel PGT ha proprio l’obiettivo di creare la concertazione tra pubblico e privato.

Antonio Ubiali dice che Sormani inorridisce solo a sentire parlare di privato, atteggiamento che sa di vecchi ideali comunisti. Sormani sorride alzando ironicamente il pugno sinistro. Ma la cosa non fa sorridere se si pensa all’immobilismo e che porta alla mancanza di dialogo di concerto con il privato che può, e deve, essere indirizzato dal Comune all’interno degli strumenti di pianificazione territoriale per il bene della città.

Siamo insomma lontani da avere un futuro per quest’area. E ne maggioranza ne opposizione hanno dato una spinta in questa direzione.

LE QUESTIONI ANCORA IRRISOLTE

Le questioni irrisolte sono ancora molte: quale privato si farà carico dell’investimento su quest’area, con queste previsioni urbanistiche, sapendo poi, come sembra essere (ma non è stato chiarito), che dovrà anche rifondere poi i costi della bonifica?

Il Comune sarà in grado di gestire il complesso iter di ottenimento dei fondi del PNRR per la bonifica dell’Area?

Ci sono competenze in grado di identificare un progetto concreto su quest’area, ad eccezione dello slogan “vogliamo verde pubblico”?

RENDERE VIVA QUEST’AREA

In questa vicenda la richiesta che emerge forte, interpretando l’umore dei cittadini, è quella di rendere “viva” quest’area.

Si può ragionare solo dopo aver avuto certezza dei fondi per la bonifica intera dell’area, intervento che deve comunque essere necessariamente collegato ad un progetto di sviluppo concreto e ambizioso che faccia di Villasanta una città del futuro, cogliendo questa grande opportunità, prima che sia troppo tardi. E prima che la politica, tutta, soffochi questa speranza.

2 Comments

  1. Davide ha detto:

    Immota manet

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