Pgt: quando evitare il consumo di suolo diventa sinonimo di immobilismo

Green e Sostenibilità, Lombarda Petroli e Ecomostro By Giu 29, 2023
Villasanta e il suolo libero

A seguito della richiesta di Io Scelgo Villasanta, la Giunta comunale convoca una serata di presentazione del nuovo Piano del Governo del Territorio. Del PGT passato e futuro nessuna informazione, un incontro pubblico che non rivela nulla, se non il fatto che Villasanta non ha consumato suolo, rispettando i parametri di legge. E già ci si aspetta il tono trionfalistico dalle pagine del Punto.  Ma è facile non consumare suolo se non si fa niente e nemmeno se non si vuole progettare nulla. La politica urbanistica dell’attuale amministrazione si ispira al libro di Enrico Letta “L’Anima e il cacciavite”: per Sormani bisogna lavorare di cacciavite, perché non è più il tempo delle grandi progettazioni. Si dimentica però la parte dell’anima, quella della visione e del futuro della città. E su ex Lombarda Petroli, Ecomostro, centro storico, realizzazione del Biciplan, siamo allo stesso punto di cinque anni fa. Una serata che l’Amministrazione ha giocato in difesa, si spera perché vuole tenere le carte coperte in vista delle elezioni, perché altrimenti il vuoto assoluto che ne è emerso è preoccupante. Ecco l’analisi del presidente Vittorio Cazzaniga

E’ una sera particolarmente umida, ore 21:00 Sala Congressi di Villa Camperio. Il sindaco Luca Ornago e l’assessore all’Urbanistica Carlo Sormani aprono i lavori sull’aggiornamento del Piano di Governo del Territorio (PGT).

Sormani, che ha fatto diligentemente i compiti a casa, presenta gli esiti del precedente PGT che sostanzialmente ha ridotto il consumo di aree libere e ingessato tutti i temi urbanistici salienti sul tavolo.

Una brutta serata, condotta senza senso della responsabilità politica che imporrebbe il confronto, aldilà della retorica ormai svuotata di alcun senso di Ornago: comunicare vuol dire ascoltare davvero e quantomeno rispondere alle domande che vengono poste.

L’ASSENZA DI CONFRONTO

Tanto Sormani quanto Ornago si nascondono dietro ai tecnicismi dell’Urbanistica, risposte poche, generiche e solo ad alcune delle tante domande imbarazzanti che sono state loro rivolte.

LA RICREAZIONE DELL’ATTUALE GIUNTA E’ FINITA

Il grande senso di sconforto che se ne trae è in merito proprio all’impostazione generale data alla questione urbanistica. Un senso di impotenza, esitazione, pavidità e confusione traspare un po’ in tutte le scelte di questa amministrazione.

La superficie Urbanizzata della Provincia

Purtroppo per loro la ricreazione è finita, eludere le domande non funziona più, oggi, grazie a questo blog, non concederemo loro più scampo.

Qui possiamo finalmente riproporle all’infinito affinché sia la cittadinanza tutta a inchiodarli alla croce delle loro responsabilità.

I toni usati da tutti gli intervenuti sono stati assolutamente urbani e le domande erano volte a stanare gli amministratori dalle rispettive posture imbalsamate.

QUALE IDEA PER LA CITTA’? NON E’ PIU’ IL TEMPO DEI GRANDI PROGETTI

Si è chiesto con precisione di esplicitare quale fosse l’idea di città che ha suggerito le scelte strategiche sulle aree più delicate del paese. La risposta è stata loffia, laconica totalmente priva di una visione.

Suonati come pugili hanno fatto finta di non sentire, ma alla fine ce l’abbiamo fatta a farglielo dire! Persino con un certo candore hanno ammesso che questa giunta non è per la progettualità, non è più il tempo di grandi progetti, ha chiosato Sormani dandosi arie da consumato urbanista.

Gli ricordo volentieri che non ha i gradi per atteggiarsi, non ha competenze per concedersi quella spocchia. Persino la metafora del cacciavite con cui aggiustare alcune cosucce qua e là è terrificante.

Enrico Letta e il suo libro “L’anima e il cacciavite”

ISPIRATI DA ENRICO LETTA

Ah! Ricordo a Sormani che il suo autore, l’ex Segretario nazionale del PD, Enrico Letta, è appunto un Ex! E’ il suo Partito che gli certifica che è stata una strategia perdente!

Ma basterebbe la sola superficie del comparto Lombarda Petroli, 1/6 del territorio cittadino! Più di 300’000 mq, tutto da immaginare, disegnare e trasformare per dimostrare che un atteggiamento amministrativo così rinunciatario è la peggior premessa possibile.

Una vera e propria sciagura, invero, perché là dove l’interesse pubblico non è rappresentato, non è agito, non è scelto dalle pubbliche amminisrazioni, là, se non contenuta, la speculazione del privato può dilagare indifferente all’interesse collettivo. Forse è una questione di testosterone non so come spiegarmi questa involuzione culturale.

Queste le domande che ancora attendo una risposta:

ECOMOSTRO DELL’AREA A NORD

Si è fatto notare agli amministratori che la dicitura “Ecomostro”, di uso comune in paese, sottende un giudizio condiviso e diffuso nella cittadinanza in merito alla struttura fatiscente che persiste sull’area.

E’ un giudizio pubblico che ormai è Cassazione, rendetevene conto. E’ un giudizio pubblico sulla scelta morfologica, volumetrica e tipologica fatta allora.

Questa struttura in calcestruzzo armato nacque per essere rivestita interamente da un involucro edilizio che non è stato mai realizzato. Quindi non fù realizzata per resitere alle intemperie a cui è stata esposta in questi decenni: infiltrazioni di acque di caduta meteorica, hanno probabilmente raggiunto le armature in ferro in essa contenuta, relativizzandone la  tenuta strutturale.

Ecomostro
Ecomostro

Ricapitolando quindi:

  • E’ una struttura che è nata per un edificio con funzioni specifiche, non più previste per il futuro dell’area, non si adatta a ciò che verrà
  • E’ una struttura giudicata volumetricamente inadeguata, incongrua al tessuto villasantese, in poche parole sbagliata
  • E’ una struttura vecchia e forse pericolante.

Mi sembra che ce n’è di roba per metterla in discussione! O no? Tutto lascerebbe sperare che l’amministrazione abbia almeno chiara la prospettiva di prevederne la demolizione e compensare l’operatore che se ne accollerebbe i costi. Ma si tratterebbe di una premessa ispirata da una pubblica utilità! E’ meglio per tutti se vien giù, No?

E invece nessun ragionamento in merito, non una parola, non la vedono neanche la questione!

Il sindaco con la sua proverbiale baldanza, ha detto di sperare che gli acquirenti abbiano voglia di rispettare la destinazione funzionale prevista, cioè a servizi.

Sì ma io dal mio sindaco mi aspetto che dopo dieci anni di governo di una cittadina, piccolina come la nostra, mi sappia dire quali! Quali cacchio di servizi Luca??? Parlate per Diana, non vi chiediamo neanche più di dire qualcosa di sinistra, dite qualcosa!

AREA A VERDE DI VIA BUONARROTI

Qui il passaggio è stato delirante! Sormani ha vantato pubblicamente il risultato di aver sventato l’eventualità che venisse trasformata l’area a prato di via Buonarroti, sacrificando quella dell’ex Rossi Simeone che sembra quindi destinata a riceverne le volumetrie.

Proprio qui si vede l’ottusità urbanistica della giunta. L’area dell’Ex Rossi Simeone è un’area in prossimità del sedime del fiume Lambro in regime di vincolo di rispetto fluviale poichè compresa nell’area di eventuale esondazione del fiume in caso di piena.

Una “ratera” si direbbe in dialetto, quindi è assolutamente sconveniente prevederne una trasformazione in senso residenziale, l’ennesima speculazione residenziale costosa nella costruzione, per quanto già detto, destinata a danarosi acquirenti (milanesi?), probabilmente non villasantesi.

Si potrebbe accettare tale strategia al fine di realizzare a Sant’Alessandro la piazza urbana che tanto manca al quartiere. E invece no, la si salva per lasciarla a prato, perché come pubblicamente sostenuto un’area a prato è di per sé già un valore in sé.

Grazie per la poesia Carlo, ma non è proprio così. Se non capisci il valore sociale del significato urbano di una piazza, laddove manca, evidentemente non ci sono parole che possano spiegartelo, in alternativa almeno, proponeteci:

a) un giardino pubblico,

b) gli orti urbani,

c) un campetto da calcio

Insomma trasformatelo in un verde attrezzato che migliori il quartiere. Lasciarlo a prato mi sembra davvero una scelta afasica, indolente, che peraltro non garantisce affatto la sua preservazione futura. Gli spazi diventano pubblici solo nella misura in cui rappresentano un valore per la collettività, solo se vengono riconosciuti come tali anche per la loro utilità spicciola, nel quotidiano.

AREA EX ROSSI SIMEONE

Invece l’area ex Rossi Simeone, quella sì sarebbe stata strategicamente decisiva per costruire una strutturata relazione urbana tra Villasanta e il Parco Reale. Questo il vero tema strutturale da scegliere per il futuro. Ci torneremo in futuro, ma voglio tratteggiarlo per definirvelo sinteticamente.

Il nostro passato di piccole tradizioni industriali non tornerà, è una stagione conclusa; il nostro futuro non può che delinearsi in funzione del grande Parco del Re e della sua meravigliosa riserva agricola, uno straordinario monumento architettonico e naturale.

Il destino è segnato: la politica malata del nostro paese ci metterà i suoi tempi, ma è evidente a noi tutti il valore di questa risorsa soprattutto in tema di sviluppo culturale ed economico. Intendiamo qui uno straordinario indotto ricettivo e culturale che i paesi limitrofi al Parco saranno chiamati a sviluppare nei prossimi decenni.

E’ come se fossimo di fianco a Versailles o a Schönbrun, Villasanta non può avere altro futuro che essere un “delizioso vestibolo di ingresso” al sistema Villa-Parco. Conquistare una relazione urbana forte con il parco mediante il posizionamento di edifici Pubblici nell’area della Cascina Villa Vecchia (ex Rossi Simeone), nuova Porta di Villasanta al Parco.

Non è neanche troppo da spiegare, basta osservare la planimetria del paese per comprendere che è già lì, è già così! Si tratta di un’occasione imperdibile!

Pensate che potenzialità avrebbe un parco lineare, pubblico, punteggiato di orti, strutture per il tempo libero, campi da gioco, un lungo giardino urbano compatibile con il vincolo di rispetto fluviale che dalla Casina Villa Vecchia si congiungesse lungo la riva orientale del Lambro, all’Area Feste in pieno centro Storico. Mica il tuo praticello Carlo!

E’ proprio una questione di Testosterone. Ma qui ci vuole il coraggio del proprio tempo, bisogna accettare la responsabilità della propria era. Come cantava Pierangelo Bertoli: “È facile parlare ma il coraggio se non l’hai dentro non lo puoi trovare
Non è come un pezzetto di formaggio che quando hai voglia te lo puoi comprare”

Leggi anche la Lettera aperta al Sindaco sulla vendita dell’Ecomostro

Leggi l‘Informatore del ottobre 2018 sul PGT

2 Comments

  1. Gianni Pini ha detto:

    Caro Vittorio, ho letto attentamente. Su alcune questioni sono perfettamente d’accordo, su altre voglio e devo riflettere.
    Ma come ho avuto modo di dirti, apprezzo e condivido la necessità di avere una visione, un progetto di sviluppo che pensi al futuro del nostro paese.
    E “progettare” significa immaginare come potrà essere la Villasanta di domani. Ed è necessario farlo.
    Ma ci vuole coraggio.
    Gianni Pini

    1. Administrator ha detto:

      Grazie Gianni, per questa apertura di credito. Sarebbe bello e opportuno che, saltando gli steccati ideologici, almeno per quanto riguarda il nostro paese, tornassimo tutti, centrodestra, centrosinistra e noi “eretici” a confrontarci su come costruire in futuro la nostra cittadina. Costruire e decostruire. Magari partendo da uno studio dei fatti, da un giudizio storico aggiornato, in merito allo sviluppo urbano del nostro Comune. E’ un lavoro che certamente noi abbiamo una gran voglia di fare.
      Vittorio

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