Scelte prese frettolosamente e senza una progettualità producono pessimi risultati. I bimbi della Tagliabue, dopo due anni, non hanno ancora uno spazio. E la ludoteca non è ancora stata riaperta, ma intanto le istituzioni inaugurano uno spazio privato.
Nel lontano 2011, Giovanni Trapattoni insegnava alla stampa inglese il detto “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”, letteralmente disse “Don’t say the cat if is not in the sack”.
I meriti del Trap vanno ben oltre le sue famose frasi celebri, ma dietro a quelle massime c’era tanta saggezza, forse quella che gli ha anche permesso di diventare tra gli allenatori più titolati del mondo, sicuramente il più forte d’Italia.
Mai proverbio popolare fu più calzante per questa Amministrazione, che sembra avere sempre i meriti di cose belle, ma non è mai responsabile di ciò che non funziona.
L’inaugurazione del container senza avere ancora le carte per aprirlo

Lo scorso 1° aprile, in pompa magna, gli assessori Fagnani e Garatti hanno deciso di dire “gatto” senza averlo nel sacco: hanno aperto le porte del prefabbricato che prima o poi ospiterà i bimbi dell’asilo Tagliabue a genitori e visitatori, annunciando che a breve la struttura sarebbe stata resa agibile.
Sul sito del Comune, alla voce “Edifici scolastici” si legge ancora oggi: “Per la metà di aprile si prevede di completare anche le procedure amministrative e di poter consegnare gli spazi nuovi all’uso dei bambini”. Siamo a fine maggio ma il prefabbricato è ancora chiuso: mancano le carte per i permessi.
Le scelte sono tutte di questa Amministrazione, che ne ha quindi anche la responsabilità
Ecco, ad essere presa nel sacco (quello del gatto) forse è stata Gabriella Garatti che alla stampa ha dichiarato che la situazione è “imbarazzante”. Ha detto di aver sollecitato la ditta costruttrice più e più volte, senza però ottenere riscontro. Quindi la colpa non è del Comune.
No, forse non ho capito bene. Il compito di vigilare e di far sì che i lavori siano portati a termine nei tempi e nei modi dovuti è di questa Amministrazione. La scelta della ditta che fa i lavori è di questa Amministrazione. La scelta (infelice a parer mio) di posizionare un prefabbricato sradicando il giardino della Villa è di questa Amministrazione; la decisione di chiudere la Tagliabue è sempre e solo di questa Amministrazione.
Direi che di responsabilità ne hanno fin troppe.

Ci vuole una pausa, necessito di una pausa di riflessione. Per come sono fatta, per la mia indole battagliera e impulsiva, vorrei scendere in piazza dei Martiri con un megafono e cominciare ad urlare “Vergogna”, ma è da sabato scorso (già 3 giorni) che cerco di trattenermi. Così mi limito ad una critica dalle pagine di questo blog.
Siamo certi che la Tagliabue dovesse essere chiusa?
A proposito della scuola Tagliabue, chiusa due anni fa, leggiamo dai giornali, nell’intervista al candidato sindaco di centrodestra, l’ipotesi che sarebbe bastato un intervento di ristrutturazione per riaprila e i 600mila euro spesi per il container sarebbero potuti essere destinati a quello. E’ così? Perché se è così abbiamo solo perso due anni, rovinato il giardino di una delle due scuoel elementari e sperperato denari pubblici.
Tutti i giorni passo davanti a quel container, aggiungo purtroppo. Accompagno mia figlia a scuola e passo accanto a quel che rimane del giardino della Villa: sprazzi di erba incolta, dove probabilmente i bimbi della materna riescono a mimetizzarsi e a giocare a piccoli Rambo tra il fango lasciato dalle piogge torrenziali e l’assenza di ombra, da far sembra l’area il Vietnam.
Perché non tagliano l’erba? Sono bambini, non sono automobili. Perché in primavera non hanno seminato un nuovo prato? E in tutto questo ancora non si sa cosa ne sarà di quel giardino. Spero solo che ciò che è stato dichiarato non si avveri, mi auguro che non si decida di mettere erba sintetica.
E la ludoteca? Ora il servizio lo fanno dei privati
Insomma, questa vicenda più va avanti più diventa grottesca. Si tolgono spazi preziosi per la crescita dei nostri figli. Un po’ come è successo con la ludoteca, chiusa per la pandemia e mai più riaperta.


Per fortuna è sbarcata in città un’associazione privata, i ragazzi della B612, che ha deciso di colmare il vuoto lasciato dalla decisione di questa Amministrazione, l’ennesima. Infatti, il 27 ci sarà l’inaugurazione di una nuova ludoteca in via Garibaldi. Nel volantino stona però un dettaglio: “Ore 16 taglio del nastro con le istituzioni”.
Ecco, se posso permettermi di dare dare un modesto parere personale, se rappresentassi una istituzione non metterei il cappello su qualcosa che i cittadini chiedono a più riprese, ma che da due anni si nega loro. Se davvero gli amministratori locali andranno al taglio del nastro, sarebbe un gesto di vero cattivo gusto, umano e istituzionale.
Bhe… che dire? Nulla da aggiungere, purtroppo…
l’unica cosa che mi domando è: ma veramente ai cittadini di Villasanta tutto questo “sta bene”? A nessuno ( a parte pochi illuminati) interessano le sorti di progetti e opere che dovevano essere destinate alla cittadinanza ma finiti incompiuti nel dimenticatoio generale?
Abbiamo speso ( si perché sono soldi “nostri”!) 600.000 € per un container ancora non utilizzato, di pessimo impatto ambientale ( e a parer mio anche di gusto) e che forse non sarebbe nemmeno servito se i soldi spesi fossero stati impiegati nella ristrutturazione della Scuola originaria!
Mi stava bene il carattere di urgenza della questione, ma alla luce dei fatti (2 anni e zero spazi) FORSE ci si poteva impegnare un pochino meglio e creare uno spazio più armonico, funzionale e con un impatto ambientale decisamente diverso!
Tutto questo dovrebbe essere sufficiente per una rivolta popolare! …
Ma, come al solito, l’italiano medio si adatta …
Grazie per questo commento!